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Attualità | 13 settembre 2021, 11:58

No green pass, a Cuneo la manifestazione davanti al Provveditorato: "La nostra è una battaglia di democrazia e libertà"

Erano oltre 50, stamattina, primo giorno di scuolo. Tra loro personale della scuola, sanitari, genitori, rappresentanti sindacali e cittadini. "Non chiamateci no vax. Noi contestiamo il green pass, perché non tutela la salute e ci divide in buoni e cattivi"

No green pass, a Cuneo la manifestazione davanti al Provveditorato: "La nostra è una battaglia di democrazia e libertà"

"Non chiamateci complottisti o no vax".

E' la cosa sulla quale insistono maggiormente gli oltre 50 manifestanti che stamattina, giorno di avvio dell'anno scolastico, hanno manifestato davanti al Provveditorato agli Studi di Cuneo.

Tra loro ci sono insegnanti, sanitari, genitori, alcuni rappresentanti sindacali e alcuni cittadini che, magari già in pensione, contestano l'obbligo del green pass. In particolare per il mondo sanitario e della scuola. Arrivano da diverse zone della provincia. 

"Non siamo contro il vaccino. Il punto non è questo per noi, anzi, tra noi ci sono dei vaccinati. Contestiamo questo strumento che ci divide in buoni e cattivi. Il green pass non c'entra niente con la tutela della salute, non è uno strumento che ferma i contagi. Che senso ha obbligarci ad averlo? Ci tolgono il diritto al lavoro con un atto politico che di fatto maschera l'obbligo alla vaccinazione. Se l'obiettivo è la tutela della salute, che ci facciano i test salivari a scuola. Invece questo è uno strumento di discriminazione che nulla ha a che fare con la circolazione del virus. Avere la doppia vaccinazione non esclude il contagio".

"La Costituzione è il mio green pass", dice una signora. E ancora: "Questa non è una battaglia tra vaccinati e non vaccinati, è una battaglia di democrazia e di libertà. In nessun Paese al mondo è stato reso obbligatorio per i lavoratori della scuola. E' un abuso di Stato".

Dall'Ufficio scolastico provinciale è sceso a incontrare i manifestanti il vice dirigente Guido Gossa. "Capiamo le vostre istanze e prendiamo atto della manifestazione spontanea e pacifica in corso. Ma noi non possiamo che applicare ciò che ci impone la legge", spiega.

Il personale scolastico contro il green pass, in provincia di Cuneo, è di circa 350 persone. Molti di loro, stamattina, hanno preso servizio muniti di tampone negativo.

Tra i manifestanti anche la prof di arte del liceo scientifico di Cuneo Sara Masoero, che l'anno scorso ha fatto lezione all'aperto per dire no alla dad. "Sono qui perché questa è una battaglia di Resistenza - spiega. Ci fossero evidenze scientifiche sull'utilità del green pass, come garanzia di contenimento dei contagi, non saremmo qui a discuterne. Invece è solo un abuso, un obbligo che lede il nostro diritto al lavoro. Io amo insegnare e ci tengo tantissimo. Se il fine fosse la salvaguardia della scuola, ci farebbero i test salivari, non ci imporrebbero un lasciapassare che non serve a niente. E' questo l'unico strumento possibile? Non c'erano alternative? Come l'anno scorso: tutti in dad. E nessun intervento sulle classi pollaio, sui trasporti. Senza contare che fino al 6 agosto la campagna vaccinale procedeva senza intoppi. Da quando è stato introdotto l'obbligo di green pass, c'è stato un rallentamento importante. Mettere dei paletti e dei vincoli ha creato solo barriere e fazioni". 

Barbara Simonelli

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