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Attualità | 07 agosto 2021, 16:49

“Io, sindaco di un comune in dissesto, rimasto senza dipendenti. Uno stato serio non può lasciare soli i cittadini”

La deputata e prima cittadina del comune, prima della sua elezione, commissariato in alta valle Stura: "Per la normativa relativa ai Comuni in dissesto vi è il divieto di nuove assunzioni e l’obbligo di mobilitazione del personale in eccesso. Assurdo che non siano previste deroghe a questa normativa"

“Io, sindaco di un comune in dissesto, rimasto senza dipendenti. Uno stato serio non può lasciare soli i cittadini”

Si appella allo Stato, Monica Ciaburro, eletta come deputata tra le fila di Fratelli d’Italia nelle elezioni del 2018, ma prima ancora, nel 2017, sindaco del comune di Argentera.       

Attualmente si divide tra Montecitorio e il piccolo centro in alta Valle Stura.

Comune confinante con la Francia, a pochi chilometri dal Colle del Maddalena, il municipio era stato commissariato per “dissesto finanziario” poco prima dell’elezione di Ciaburro.

“Nei piccoli Comuni – scrive nel suo appello la deputata e sindaco - il numero dei dipendenti, mediamente, varia da 1 a 5. In Italia 3000 Comuni hanno meno di 10 dipendenti e 1500 Comuni hanno meno di tre dipendenti. Nel caso dei piccoli Comuni in dissesto, spesso l’amministrazione non dispone neanche di un dipendente.”

“Quando sono entrata in comune – prosegue – poco dopo il dissesto, c'era un solo dipendente. Per esigenze di comodità e di mobilità quell’unico dipendente ha scelto di spostarsi con un concorso, più vicino alla sua area di residenza. Di conseguenza, il Comune è rimasto privo di dipendenti.”

“Oltre ai compiti di regolare amministrazione – continua Ciaburro - ho dovuto, insieme ad una singola risorsa, autorizzata per 18 ore a settimana, gestire tutto ciò che riguarda stato civile, anagrafe, opere pubbliche, fondi statali, con tutto lo sforzo, l’attenzione ed i complicati processi che queste pratiche richiedono.”

“Per la normativa relativa ai Comuni in dissesto – spiega - vi è il divieto di nuove assunzioni e l’obbligo di mobilitazione del personale in eccesso. È assurdo che non siano previste deroghe a questa normativa rispetto alla evidente necessità di fornire servizi ai cittadini, questi hanno diritto di rivolgersi agli enti comunali ed i Comuni hanno il diritto di essere dotati delle risorse necessarie per rispondere ai cittadini.”

“Il decreto-legge sulle assunzioni per il PNRR – sostiene - poteva rappresentare la soluzione ai problemi del passato ed alle sfide del futuro, restituendo dignità ai Comuni, risolvendo questo problema, ed invece costituisce l’ennesima occasione persa, poiché si occupa solamente del futuro, di ciò che verrà, di assunzioni limitate per l’uso di risorse non ancora versate, senza andare ad aiutare tutti quei Comuni privi di dipendenti, incapaci di erogare servizi, e tutti quei piccoli Comuni, situati prevalentemente nelle aree interne."

“Uno Stato serio – conclude la deputata e primo cittadino di Argentera - non può e non deve lasciare soli i propri cittadini, uno Stato che non si prende cura delle proprie comunità non può godere di alcuna autorevolezza, né di alcuna legittimità.”

Daniele Caponnetto

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