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Curiosità | 02 agosto 2021, 08:32

"8Pari", il vino sociale di progetto Emmaus vince il contest della Fondazione CRC

La vittoria rappresenta l’esito di un percorso durato sette anni, e oggi incarna un nuovo inizio

"8Pari", il vino sociale di progetto Emmaus vince il contest della Fondazione CRC

Ci sono storie da raccontare non perché risultano vincenti o per la loro capacità di raggiungere risultati. Ma perché racchiudono in sé il concetto di cura, di lavoro lento e paziente, di fiducia nella possibilità che qualcosa di bello possa accadere e, soprattutto, possa essere replicato e riverberato.

Questa storia parla di un progetto della cooperativa sociale Progetto Emmaus chiamato 8Pari: una bottiglia di vino che non costituisce solo un prodotto, ma un “bene relazionale” realizzato tramite l'inserimento lavorativo di persone con fragilità, coinvolte a 360 gradi: dal lavoro in vigna fino all’imbottigliamento, l’etichettamento e la commercializzazione.

Due le etichette oggi disponibili: un Roero Arneis e un Roero a base di uva nebbiolo. Il progetto è condotto insieme all’azienda agricola Matteo Correggia e a SoloRoero, associazione composta da tre giovani aziende vitivinicole (Cascina Fornace, Alberto Oggero e Valfaccenda). A inizio luglio 8Pari si è aggiudicato il primo posto all'interno del contest “GrandUp! - generiamo impatto sociale” della fondazione Crc, che prevedeva la presentazione di dieci progettualità della provincia ad alto impatto sociale, valutate da esperti del settore “finanza ad impatto economico”. La vittoria rappresenta l’esito di un percorso durato sette anni, e oggi incarna un nuovo inizio.

Spiega Alessandro Milanesio, educatore professionale della cooperativa Progetto Emmaus e responsabile promozione e commercializzazione del progetto 8Pari: “Nel 2014 – quando il progetto muoveva i primi passi – avevamo iniziato a parlare di “bene relazionale”. Ci abbiamo creduto molto e oggi raccogliamo i frutti di questa perseveranza. Il vino in sé non ci ha portato a vincere il premio, perché la bottiglia rappresenta soltanto la concretizzazione di un’idea più ampia: la fiducia che altre realtà possano arrivare a realizzare il medesimo percorso”.

Prosegue Antonio Murtas, responsabile operativo e delle risorse umane di 8Pari: “Siamo stati premiati per la capacità di creare un impatto diretto sui beneficiari del progetto attraverso la produzione di vino di qualità, ma soprattutto per la possibilità di modellizzare l’intervento estendendolo ad altre aziende interessate a produrre beni relazionali (prodotti di alta qualità creati attraverso un processo di inserimento lavorativo di persone fragili). In inverno accederemo al percorso di accelerazione per start up “Foundamenta”, gestito da SocialFare, per poter acquisire nuovi strumenti ed evolvere l’idea.  Il sogno è quello di arrivare a creare la pasta 8Pari, la linea di nocciole 8Pari, la frutta 8Pari e così via. Si verrebbe in questo modo a costruire un marchio che consente a realtà produttive in tutta Italia di realizzare “beni relazionali” grazie al lavoro di persone fragili. Siamo molto orgogliosi del lavoro di questi anni, una fatica che non solo ha procurato vittorie ma ha permesso di lavorare sui nostri limiti”. 

Nel futuro, conclude Milanesio, il pensiero abbraccia il panorama nazionale: “Durante la premiazione di GrandUp! ci siamo seduti di fronte agli investitori insieme a Gianluigi, Bruno, Riccardo e Mattia – i ragazzi che hanno lavorato a 8Pari. E’ stato un momento importantissimo, perché ha consentito a persone con fragilità non solo di partecipare alla realizzazione produttiva ma anche ai momenti successivi. Nel bicchiere di vino è confluita davvero tutta la loro storia. Da settembre a dicembre parteciperemo al percorso Foundamenta: un team di tecnici, ingegneri ed esperti del settore ci aiuteranno a estrapolare dal progetto tutto il suo potenziale. Poi presenteremo il frutto di questo percorso agli investitori, che potranno decidere se finanziare 8Pari per ampliarlo. L’obiettivo è quello di estendere il marchio ad altre realtà aziendali italiane, arrivando a creare un brand riconoscibile, di estrema qualità e inclusivo verso le persone con fragilità”.

comunicato stampa

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