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Cronaca | 30 giugno 2021, 10:02

Documenti antichi del valore di 2 milioni di euro nascosti da un confratello infedele nei locali dei Battuti Neri di Bra

Tra i reperti, lettere firmate da Emanuele Filiberto di Savoia e Caterina di Russia. Erano stati sottratti alla Biblioteca Reale e all'Archivio di Stato

Documenti antichi del valore di 2 milioni di euro nascosti da un confratello infedele nei locali dei Battuti Neri di Bra

Torneranno alla Biblioteca Reale di Torino, all’Archivio di Stato di Torino e al Castello di Racconigi i 1812 documenti antichi recuperati dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Torino in collaborazione con la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d'Aosta, all’interno dei locali dell’Arciconfraternita della Misericordia detta dei “Battuti Neri” di Bra

Il materiale archivistico, dal valore economico stimato in oltre 2 milioni di euro e proveniente dall’Archivio di Corte dei Savoia, è costituito per lo più da lettere di principi e sovrani, da foto, ritagli di giornale e bigliettini di varia natura: documenti ufficiali e materiale personale che, nel corso di molti decenni, sono stati sottratti a importanti istituti di conservazione pubblici del Piemonte.

L’incredibile scoperta è avvenuta grazie alla scrupolosa opera di inventariazione che la nuova presidenza dell’Arciconfraternita aveva iniziato nel 2012, appena insediatasi, proprio nel corso delle verifiche sui beni di proprietà. 

 

I controlli e gli accertamenti successivi hanno consentito di individuare la provenienza pubblica e lo straordinario interesse storico-culturale dei documenti, rivelando che l’indebita sottrazione era in corso da tempo, a opera di ignoti collezionisti. 

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno consentito, inoltre, di identificare un confratello “infedele” che all’insaputa degli altri, aveva scelto le stanze dell’Arciconfraternita come luogo sicuro e insospettabile per nascondere l’intero patrimonio documentale. 

La collaborazione tecnico-scientifica dei funzionari ministeriali, al termine di una lunga e minuziosa verifica dei documenti, ha permesso di stabilire come la sottrazione fosse mirata a ottenere i documenti più pregiati e rari degli archivi, riportanti le firme autografe di illustri personaggi di Casa Savoia, come re Emanuele Filiberto, e di altri principi e sovrani europei, ad esempio, Caterina di Russia. 

Tutti i documenti sono stati sottoposti a confisca e restituiti allo Stato, conferiti per la custodia agli enti dai quali furono sottratti.

redazione

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