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Economia | 28 giugno 2021, 14:25

Dove osa la piccola industria: ad Alba si parla di banche, istituzioni e mercati esteri alleati per la ripartenza

Il presidente nazionale del Comitato Pmi di Confindustria Carlo Robiglio dialogherà col vicepresidente europeo delle Casse di Risparmio Beppe Ghisolfi, col patron di NetComm ed esperto di comunicazione Giulio Finzi e con l’assessore alla semplificazione della Giunta Cirio Maurizio Marrone

In senso orario, dall'alto a sinistra, Gola, Robiglio, Ghisolfi, Marrone, Finzi e Biraghi

In senso orario, dall'alto a sinistra, Gola, Robiglio, Ghisolfi, Marrone, Finzi e Biraghi

Essendo l’aquila il simbolo della più ampia e rappresentativa associazione datoriale industriale, dal livello nazionale al provinciale, il verbo "osare" è quello più adatto a indicare il clima di riscossa e di ripartenza che sarà alla base della strategica conferenza in programma martedì 29 giugno, a partire dalle ore 17 in piazza San Paolo, nella struttura appositamente allestita in occasione degli eventi per "Alba Capitale della Cultura d’Impresa", fortemente voluti e promossi da Confindustria che nel cuore delle Langhe e della Granda annovera alcuni dei più autorevoli esempi mondiali del made in Italy manifatturiero.

Padroni di casa Mauro Gola, al vertice di Confindustria Cuneo e della Camera di Commercio, e Alberto Biraghi, alla guida del Comitato provinciale Piccola Industria di cui è anche vice regionale, la conferenza costituirà, nell'ambito delle strategie di ripartenza e di ritorno in presenza dei protagonisti della politica economica e istituzionale, un fondamentale momento di dialogo fra alcuni dei più autorevoli rappresentanti e decisori pubblici e privati destinati a svolgere un ruolo attuativo delle linee di indirizzo del Recovery Plan che il Governo Draghi ha portato alla definitiva approvazione presso la Commissione Ue di Bruxelles.

Per il mondo delle banche e del credito prenderà la parola il vicepresidente e tesoriere del Gruppo europeo delle Casse di risparmio Beppe Ghisolfi, che fin dall'inizio dell'emergenza pandemica ha posto l'accento sull'importanza della funzione degli istituti creditizi, in particolare in un Paese come l'Italia che non ha le stesse capacità di intervento pubblico di altre nazioni del G7 o G20, nei piani di sostegno finanziario alla ripresa delle attività economiche e produttive; funzione che si confermerà vitale anche nel percorso di realizzazione pratica delle diverse misure del Recovery Plan.

Altrettanto determinante, per poter cogliere con tempestività e nel rispetto delle rigorose scadenze imposteci dalla Ue gli stanziamenti a favore dell'Italia e dei suoi territori, sarà il pilastro pubblico regionale, rappresentato dall’assessore della Giunta Cirio Maurizio Marrone, titolare delle deleghe relative alla semplificazione legislativa e amministrativa, due delle precondizioni indicate dal premier Draghi e dal ministro Brunetta per garantire speditezza e trasparenza al processo di selezione e deliberazione dei progetti provenienti dalle varie aree geografiche e settoriali.

Ripartenza coincide però anche con riapertura, pur con gli atteggiamenti di attenzione e cautela imposti dalla ulteriore aggressività di talune varianti del covid-19: riapertura sia delle economie interne, sia del commercio internazionale da cui dipendono una quota irrinunciabile di produzione industriale e di prodotto interno italiano e piemontese: su questo ulteriore aspetto si soffermerà Giulio Finzi, senior partner di NetComm, una delle più qualificate realtà negli ambiti dei piani di comunicazione finalizzati alla internazionalizzazione.

Le conclusioni programmatiche e di prospettiva saranno tratte dal presidente nazionale del Comitato Piccola Industria di Confindustria, Carlo Robiglio, che nel Consiglio generale di Confindustria a Roma affianca il vertice Carlo Bonomi: torinese di nascita e novarese di adozione, il vicepresidente nazionale di Confindustria Robiglio si contraddistingue per la propria intensa attività imprenditoriale nei settori editoriale - come vice del Gruppo Il Sole-24 Ore e come fondatore e numero uno della Holding Ebano Spa - e per il proprio contestuale impegno nella rappresentanza economica in Confindustria, da Torino fino appunto a Roma.

Redazione

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