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Cronaca | 25 giugno 2021, 10:26

Falso compost nei campi dell’Albese: verifiche sui terreni rivelano la presenza di inquinanti

L’autorità giudiziaria ha disposto sei mesi di interdizione all'attività per l’impianto della Olmo Bruno di Magliano Alfieri, mentre si valuta la necessità di bonificare i siti oggetto dell’improprio smaltimento

Nel marzo scorso l'operazione dei Carabinieri Forestali di Cuneo

Nel marzo scorso l'operazione dei Carabinieri Forestali di Cuneo

A seguito dell’operazione “Fertil Plastic” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestali cuneesi, un ulteriore provvedimento del Giudice di Torino ha disposto, come misura cautelare, l’interdizione all’attività dell’impianto Olmo Bruno di Magliano Alfieri per 6 mesi.

La lunga indagine dei Forestali, condotta per mezzo di intercettazioni telefoniche e telecamere nascoste, aveva portato alla luce un articolato traffico di rifiuti incentrato sulla società roerina, autorizzata alla produzione di ammendante per agricoltura.

Secondo gli inquirenti l’impianto riceveva decine di migliaia di tonnellate fanghi derivanti da impianti di depurazione acque reflue urbane e industriali i quali, invece di essere trattate come previsto al fine di produrre compost, venivano smaltiti, spesso tali e quali, su campi agricoli dell’Albese e in limitrofe aree del Torinese e dell’Astigiano, tutte poste sotto sequestro penale.

Successivamente alle misure del 1° marzo, disposte dalla Procura torinese anti mafia, il Nucleo Investigativo ha proseguito ancora le indagini e chiesto l’intervento di Arpa Piemonte-Dipartimento di Cuneo per il campionamento sistematico dei terreni agricoli sui quali si erano accertati sversamenti illegali di “falso compost”.

Sui campioni di suolo analizzati sono state evidenziate non conformità rispetto alle soglie di concentrazione degli inquinanti stabiliti dalla legge.
In particolare a Magliano Alfieri le analisi effettuate in un frutteto e in un terreno condotto a cereali hanno rilevato quantità potenzialmente pericolose di, rispettivamente, metalli pesanti (vanadio, cromo e nichel) e diossine con furano (quest’ultimo è un composto organico contaminante).
A Govone uno dei quattro campioni di suolo prelevati da un terreno coltivato a papaveri è risultato avere un alto tenore di cromo.
In un campione estratto da un pioppeto della vicina Neive sono emersi valori pericolosi di metalli pesanti (stagno e zinco).

Per tutti questi terreni dovrà essere avviata una procedura amministrativa per la verifica della necessità di bonificare i siti e fino ad allora non vi potrà essere in ogni caso svolta attività agricola.

Anche le analisi sui cumuli rinvenuti di “falso compost” destinato ai campi hanno evidenziato varie irregolarità di natura fisico-chimica, tra cui spicca il superamento dei valori di metalli pesanti, plastiche e vetro da 4 a 14 volte il limite consentito. Tali cumuli dovranno essere dunque smaltiti in discarica autorizzata.

Permane il sequestro penale dell’intera area aziendale di Magliano Alfieri e dei terreni oggetto di smaltimento illecito.

Comunicato stampa

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