/ Economia

Economia | 11 giugno 2021, 12:50

Anche l'export torna a correre per il Piemonte: nei primi tre mesi dell'anno una crescita del 6,4%

In forte ripresa mezzi di trasporto e metalli, male il tessile. Ma rispetto al 2019 c'è ancora terreno da recuperare. Però facciamo meglio dei "cugini" di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

Anche l'export torna a correre per il Piemonte: nei primi tre mesi dell'anno una crescita del 6,4%

Anche le esportazioni dimostrano che il Piemonte, non senza difficoltà, si sta risollevando dopo la crisi pandemica. I primi tre mesi del 2021, infatti, fanno segnare un +6,4% rispetto ai primi tre mesi 2020, peraltro un periodo in cui - per almeno gennaio e febbraio - la situazione era ancora sostanzialmente "normale".

In particolare, il valore delle esportazioni piemontesi di merci è stato pari a 11,4 miliardi di euro, mentre il valore delle importazioni di merci è cresciuto del 6,7%, attestandosi a quota 8,2 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale si è confermato positivo per 3,2 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 3,1 miliardi di euro del I trimestre 2020.

Si resta comunque sotto i livelli dello stesso periodo del 2019, con un calo dell'1,4%. "Le nostre vendite oltre confine sono tornate a crescere e le nostre imprese stanno lavorando duramente per recuperare quanto perso durante i mesi dell’emergenza sanitaria: il nostro made in Italy e il nostro made in Piemonte non si sono lasciate scoraggiare e ora puntano sul loro ‘saper fare’. Il risultato di questo primo trimestre 2021 è superiore alla dinamica nazionale e dell’intero nord ovest, ma non è purtroppo uniforme per tutti i settori merceologici e per tutte le province", commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.

Meglio dei "cugini" e della media nazionale

Un altro aspetto particolarmente positivo è legato al fatto che il risultato del Piemonte è comunque migliore sia della media nazionale (+4,6%) che dalle performance delle regioni "gemelle", con cui di solito si tracciano paragoni: Lombardia (+3,5%), Veneto (+4,9%) ed Emilia Romagna (+6,1%).

La ripresa delle vendite piemontesi oltre confine riguarda, in questi primi tre mesi del 2021, la maggior parte dei settori di specializzazione. Unica eccezione è quella della filiera del tessile e abbigliamento, che mostra, purtroppo, ancora un calo di forte entità (-15,7%). Particolarmente positivi i risultati di mezzi di trasporto (+16,7%) e dal settore dei metalli e dei prodotti in metallo (+19,1%).

All’interno del comparto dei mezzi di trasporto (primo per quota sull’export regionale), va evidenziata la crescita dell’export di autoveicoli (+55%) e della componentistica autoveicolare (+9,5%), ancora in calo il settore aerospaziale (-45,5%).

Cuneo

 

Le vendite all’estero dei prodotti made in Cuneo nel trimestre gennaio-marzo 2021 hanno sfiorato i 2,1 miliardi di euro, registrando un aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre il valore delle importazioni ha raggiunto 1,2 miliardi di euro (+7,3%). Il saldo della bilancia commerciale si è attestato a 902 milioni di euro, in aumento rispetto agli 868 di gennaio-marzo 2020.

Il valore dell’export del primo trimestre è il migliore di sempre, in crescita dell’1,4% anche rispetto a quello del 2019, quando a fine anno la nostra provincia fece segnare la cifra record di 8,4 miliardi di euro di merci esportate.

Cuneo si conferma la seconda provincia esportatrice del Piemonte, con il 18,4% delle vendite regionali fuori confine. La dinamica esibita dalle esportazioni di merci cuneesi nel periodo gennaio-marzo 2021 è più robusta di quella evidenziata a livello medio nazionale (+4,6%), ma meno intensa rispetto a quella piemontese (+6,4%) che ha beneficiato in modo significativo della ripartenza del mercato automobilistico, praticamente azzerato nel marzo dello scorso anno.

 

 

Torino e Asti le province con la performance migliore

I più importanti mercati dell’area per le merci piemontesi si confermano quello francese e quello tedesco, con quote rispettivamente pari a 14,8% e 14%. 

A livello territoriale quasi tutte le province evidenziano dinamiche positive, eccetto Biella (-19,6%) - penalizzata dalla specializzazione tessile - e Novara (-2,7%). Le realtà che mostrano la crescita più elevata sono Asti (+12,9%) e Torino (+11,9%).

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium