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Agricoltura | 03 giugno 2021, 18:25

Il braidese Matteo Ascheri verso un nuovo mandato alla guida del Consorzio Barolo Barbaresco

Una sola candidatura in campo per il rinnovo dei vertici dell’ente di tutela, che rappresenta dieci denominazioni vinicole e un totale di 540 cantine

A sinistra Matteo Ascheri, prossimo alla conferma alla guida dell'ente vinicolo langarolo. Al suo fianco Francesco Cordero, del Consorzio Roero

A sinistra Matteo Ascheri, prossimo alla conferma alla guida dell'ente vinicolo langarolo. Al suo fianco Francesco Cordero, del Consorzio Roero

Sarà l’assemblea già fissata per giovedì 17 giugno a sancire ufficialmente la conferma dell’uscente Matteo Ascheri alla presidenza del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

In quella data, presso l’aula magna dell’Ampelion ad Alba, le 540 cantine associate all’ente vinicolo saranno infatti chiamate a dare sanzione all'unica candidatura che, alla scadenza dei termini fissati per lo scorso venerdì 28 maggio, si è presentata alle elezioni per il rinnovo degli organi dell’ente.

Il produttore braidese, presidente uscente, sarà così chiamato così a un secondo mandato (l’ultimo possibile, secondo i dettami dello statuto), insieme a un consiglio composto da altri venti membri, scelti sulla base di un articolato sistema di voto che tiene conto del peso produttivo delle singole realtà associate, ma anche di quello delle dieci denominazioni che il Consorzio rappresenta sul territorio langarolo. Tre consiglieri saranno così espressione della Dogc Barolo, due di quella Barbaresco e quattro porteranno gli interessi della denominazione Langhe, mentre alle "piccole" come il Dolcetto di Diano d’Alba o il Verduno Pelaverga spetterà un unico rappresentante

La definizione del consiglio porterà poi alla scelta dei due vicepresidenti (gli uscenti sono Aldo Vacca, ricandidatosi, per la zona del Barbaresco e Nicola Chionetti per quella del Dogliani), mentre presidente e i vice andranno a far parte di un più ristretto comitato esecutivo composto da 7 membri, per metà nominati dal primo e per l'altra metà dallo stesso consiglio.   

Cinquantanove anni appena compiuti (ieri, mercoledì 2 giugno), nel cassetto una laurea in Economia e Commercio, Matteo Ascheri porta avanti la tradizione di famiglia che sta dietro alle storiche Cantine Ascheri Giacomo di Bra, trasferite qui da La Morra nel 1880 e unica realtà associata al consorzio ad aver oggi sede nella città della Zizzola.

Tra gli impegni cui il presidente sarà chiamato nel corso di questo suo secondo triennio ci sarà senz’altro la ripresa delle ambiziose attività di promozione internazionale interrotte a causa della pandemia, ma anche una semplificazione dell’attuale sistema delle denominazioni: un panorama secondo molti eccessivamente frammentato e non sempre immediatamente comprensibilmente da parte del consumatore finale, e che una fetta significativa di una platea di soci composta da viticoltori puri, trasformatori, industriali e cooperative ambirebbe a ricondurre sotto al cappello del più riconoscibile marchio Langhe.

Ezio Massucco

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