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Cronaca | 26 maggio 2021, 18:00

Avrebbe adescato una giovane su Facebook e poi abusato di lei, è a processo

Attualmente imputato al tribunale di Cuneo e sotto misura cautelare, il 38enne avrebbe contattato sui social la appena 18enne presentandosi falsamente come "Andrea"

Avrebbe adescato una giovane su Facebook e poi abusato di lei, è a processo

Una richiesta di amicizia su Facebook da parte di un sedicente “Andrea”, qualche scambio di messaggio e un incontro al parco Europa di Mondovì che si sarebbe trasformato in un incubo. Questo è ciò che farebbe da sfondo al procedimento penale in corso in tribunale a Cuneo a carico di un uomo, 38enne di origini albanesi, sotto accusa per violenza sessuale.

La presunta vittima è una giovane che da poco tempo risiedeva a Mondovì. Una sera dell’agosto 2019, sarebbe stata abbordata dall’uomo, nel parco Europa di Mondovì e qui, sarebbe stata successivamente condotta in una zona isolata. La Procura sostiene l’accusa precisa: ci fu un abuso sessuale. Pare che i due si fossero conosciuti su Facebook il giorno prima e che lui si sarebbe presentato con un falso nome, ma la foto profilo corrispondeva alla sua vera identità.

Attraverso il riconoscimento fotografico della presunta vittima e ai video delle telecamere, le autorità sono riuscite a identificare l’imputato.  La sua automobile, una Peugeot 207 nera, era stata vista allontanarsi da parco Europa e transitare sotto il semaforo in corso Italia in orari compatibili.

L’uomo è stato sottoposto ai domiciliari e nel corso dell’udienza, il p.m. Carla Longo ne ha chiesto la sostituzione in obbligo di dimora. Durante la perquisizione nella casa del 38ennne, i militari avevano sequestrato il suo cellulare.

Dall’analisi è risultato che appartenessero proprio all’uomo le credenziali del profilo di “Andrea”. La ragazza, sentita in incidente probatorio alla presenza di una psicologa, aveva prodotto all’accusa gli “screenshot” delle sue conversazioni con “Andrea”. Gli abiti della 18enne indossati la sera del presunto abuso sessuale, sono stati mandati al laboratorio di analisi forense del centro antidoping di Orbassano. “Vi sono tracce di sangue, trascinamento e violenza e di materiale organico maschile, troppo carente per capirne la natura”- ha spiegato la consulente nominata dalla Procura.

Il 23 giugno, gli esami dei testimoni della difesa.     

CharB.

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