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Cronaca | 19 maggio 2021, 08:25

Vecchi buoni postali: il Tribunale di Asti condanna di nuovo Poste Italiane al rimborso di oltre 29mila euro

Seconda ordinanza astigiana nel giro di pochi mesi che dà ragione a una risparmiatrice di Barbaresco. Nel mirino i buoni serie Q/P

Vecchi buoni postali: il Tribunale di Asti condanna di nuovo Poste Italiane al rimborso di oltre 29mila euro

Nuova ordinanza emessa dal tribunale di Asti, sull'intricata vicenda dei buoni fruttiferi postali.

Il tribunale ha nuovamente dato ragione a una risparmiatrice di Barbaresco e ha condannato Poste Italiane a risarcirla per oltre 29mila euro.

L'ordinanza, firmata dal giudice Martinetto, è la seconda nel giro di pochi mesi. Nel gennaio scorso, infatti, il giudice Bottallo si era pronunciato nello stesso modo.

La risparmiatrice, intestataria di sei buoni postali serie “Q/P”, emessi tra il 6 ottobre del 1986 ed il 10 agosto del 1987, si era già vista riconoscere le proprie ragioni da una pronuncia favorevole dell’Arbitro Bancario Finanziario di Torino, nel maggio dello scorso anno. In questi giorni il giudice Martinetto le ha riconosciuto il diritto di ricevere la differenza di oltre 29mila euro, rispetto all’importo già pagato da Poste, pari a 46mila euro.

Il giudice ha così sancito la prevalenza di quanto riportato sui buoni fruttiferi rispetto alle modifiche apportate con decreto ministeriale. Poste deve quindi anche gli interessi degli ultimi 10 anni di validità del titolo e non solo quelli relativi ai primi 20.

È fondamentale che ogni persona in possesso di un buono postale emesso dopo il giugno del 1986 lo faccia esaminare – puntualizza l'avvocato braidese Alberto Rizzo, che, insieme al torinese Fabio Scarmozzino ha assistito la risparmiatrice - per capire se ha diritto a ricevere un importo maggiore rispetto a quanto determinato da Poste. E questo anche se il buono è già stato incassato, purché non siano passati più di dieci anni".

Elisabetta Testa

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