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Politica | 11 maggio 2021, 14:01

Fratelli d’Italia: trovare soluzioni alla difficilissima situazione delle aree montane piemontesi

Riceviamo e pubblichiamo

Fratelli d’Italia: trovare soluzioni alla difficilissima situazione delle aree montane piemontesi

Le recenti dichiarazioni del Presidente Regionale Alberto Cirio, relative alla campagna vaccinale nelle aree montane disagiate, pone ancora una volta al centro dell’attenzione la difficilissima situazione in cui versa il territorio montano piemontese, ed in particolare quello cuneese. Assistiamo quotidianamente alle prese di posizione dei vari Governatori che rivendicano strategie diverse a salvaguardia dei territori di loro competenza, strategie spesso non coordinate e mirate alla difesa di prerogative proprie del livello locale. Questo dipartimento, nel sottolineare l’importanza di un’iniziativa congiunta delle regioni interessate all’arco alpino, vuole ribadire alcuni concetti che, pur se per certi aspetti ovvi, vengono talvolta disattesi o sottovalutati. La perdita totale della stagione invernale, seguita ad un anno, il 2020, già di per sé molto problematico, impone un’accelerazione verso il raggiungimento di quella indispensabile bistagionalità utile a garantire la tenuta economica del comparto turistico delle nostre vallate e, conseguentemente a contrastarne lo spopolamento. Suona quasi a presa in giro la “concessione” di poter somministrare pasti esclusivamente all’aperto in località dove, dagli 800 metri di altitudine in su la temperatura minima media di giugno luglio ed agosto si aggira sugli 11 gradi. Paradossalmente è più proponibile il pasto di pranzo all’aperto in inverno quanto gli avventori delle baite sono abbigliati adeguatamente da sci. Il confronto con altre località alpine straniere è disarmante, e tutto questo non fa che aumentare le difficoltà per l’intero comparto alpino come sappiamo già molto sofferente. La pressochè totale assenza di adeguata copertura di rete veloce (a volte anche di rete cellulare e segnale tv) ci colloca in una posizione di enorme svantaggio rispetto alle località di mare dove gran parte di questi servizi sono facilmente fruibili. Ben venga quindi un’accelerazione sul fronte della immunizzazione degli operatori turistici e della popolazione residente, ma tale misura, da sola non consentirà quel salto di qualità indispensabile alla ripresa di questo che è il principale motore economico delle nostre vallate. Il settore alberghiero ha bisogno di interventi di marketing territoriale, di infrastrutture per il tempo libero utili ad attrarre giovani e giovanissimi, oltre alla valorizzazione dei percorsi e delle bellezze paesaggistiche del nostro territorio. Massima flessibilità sulle assunzioni di personale con il ritorno (al limite temporaneo) ai voucher per gli stagionali, protocolli di sicurezza applicabili anche nelle strutture a conduzione famigliare, spesso impossibilitate a mettere in atto complicate procedure studiate per realtà completamente assenti nelle nostre montagne. L’auspicio è che si esca da questa pandemia con un progetto di rilancio del turismo alpino anche per quelle zone più marginali che non hanno saputo negli anni passati, affrontare la competizione ad armi pari, con le località più blasonate e avanzate sia Italiane che straniere.

comunicato stampa

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