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Attualità | 11 maggio 2021, 08:20

Apertura estiva delle seggiovie: Monica Ciaburro interroga il Ministro del Turismo

Riceviamo e pubblichiamo

Monica Ciaburro

Monica Ciaburro

Come noto, dal 26 aprile 2021 è tornato a pieno regime il sistema di contenimento della pandemia da COVID-19 delle Regioni colorate, includente anche le Regioni cd. Gialle, le quali prevedono l’apertura di determinate attività, anche in ambito turistico-ricettivo, all’aperto.

A partire dalla predetta data, segue un cronoprogramma di massima, stabilito dal Governo, secondo il quale dal 15 maggio è prevista la riapertura delle piscine all’aperto e dal 1° giugno anche delle attività connesse alle palestre, privilegiando quegli ambienti che possono garantire lo svolgimento delle attività all’aperto.

A fronte di un’annata di neve abbondante, l’intero comparto dello sci, della neve e di tutto il mondo turistico connesso all’economia della montagna si è trovato incredibilmente penalizzato dall’impossibilità di svolgere qualsiasi attività, in quanto la stagione invernale non ha mai potuto avere inizio, in Italia, in virtù delle misure di contenimento stabilite dal Governo Conte e confermate dal Governo Draghi.

Come noto, le aree montane sono note non solo per il turismo invernale, ma anche per il turismo estivo, e proprio in tal senso in questi giorni numerosi operatori del settore si stanno adoperando per agevolare la pulizia dei sentieri e le manutenzioni ordinarie degli impianti di risalita. Nonostante in questo ambito le attività si svolgano esclusivamente all’aperto non sono, ad oggi, esistenti linee guida in merito a eventuali riaperture, anche in riferimento agli impianti di risalita con trasporto bici.

Le attività di downhill, nonché ogni altra attività facente uso di questi impianti è svolta nella massima sicurezza e distanziamento, in quanto le predette seggiovie permettono il regolare rispetto del distanziamento sociale anche in modo più rigoroso rispetto ad altre per le quali ci sono già previste riaperture ai sensi della norma vigente.

La mancanza di linee guida e chiarimenti in merito, anche alla luce dei mancati indennizzi per la chiusura della stagione invernale, pregiudica enormemente l’operato di tutto il mondo turistico della montagna, che, ad oggi, non è in possesso degli strumenti necessari per programmare le proprie attività.

I Ministri interrogati sono a conoscenza dei fatti esposte? Quali iniziative di competenza intendono intraprendere per garantire la più tempestiva ripresa delle attività anche nell’ambito turistico? Quali linee guida in materia di riaperture intendano fornire ai comparti della montagna di cui in premessa, anche considerate le scadenze di cui al cronoprogramma disposto dal Governo.

redazione

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