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Attualità | 06 maggio 2021, 07:42

Cuneesi in difficoltà chiedono aiuto per superare la crisi: il debito totale sfiora i 35 milioni di euro

Da quasi quattro anni, anche in Granda, ci si può rivolgere all’OCC: l’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento per superare i problemi economici

Cuneesi in difficoltà chiedono aiuto per superare la crisi: il debito totale sfiora i 35 milioni di euro

Sono sempre di più i cuneesi che si rivolgono all’OCC, ossia all’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento per formulare un accordo per pagare i propri debiti.

L’ente è nato nel settembre del 2017 e fino al mese di aprile di quest’anno, sono state avviate 125 procedure, per un passivo - ossia un debito totale - di circa 35 milioni di euro ed un attivo distribuibile che sfiora i 9 milioni.

Numeri da capogiro per la benestante provincia Granda, destinati ad aumentare, come spiega l’avvocato Flavio Gazzi che dell’OCC cuneese è il referente: “Il trend è più che raddoppiato - spiega il legale - e temo che aumenterà ancora, come effetto dell’emergenza sanitaria. Purtroppo gli effetti sul tessuto economico si vedranno solo nei prossimi mesi”.

Ma chi può rivolgersi all’OCC?

“Tutti coloro che prima della così detta “Legge antisuicidio” del 2012 non potevano fallire, ossia professionisti ed altri lavoratori autonomi, imprenditori commerciali non fallibili, enti privati non commerciali, come le associazioni oppure ancora gli imprenditori agricoli, le startup innovative ed i semplici consumatori. E sono proprio quest’ultimi che ipotizziamo in notevole aumento”.

Per tutti questi soggetti, la procedura attuata è “L’accordo di ristrutturazione”, mentre una seconda procedura, chiamata “Piano del Consumatore” , è valida solo per i consumatori, ossia chi ha contratto debiti al di fuori dell’attività lavorativa o imprenditoriale.

Esiste una terza procedura che viene definita “La liquidazione del patrimonio”, dove il debitore può chiedere la liquidazione di tutti i suoi beni e con il ricavato saranno pagati - in tutto o in parte - i creditori.

“Alla fine della procedura - ricorda l’avvocato Gazzi - e la corretta esecuzione del piano, dopo una verifica disposta dal tribunale, il debitore è ammesso alla esdebitazione, ovvero alla liberazione dei debiti nei confronti di creditori non soddisfatti”.

NaMur

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