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Al Direttore | 02 maggio 2021, 19:25

I dubbi di un cittadino over 60 sul vaccino Astrazeneca: "Lo voglio fare, ma vorrei più risposte"

Penso che vaccinarsi sia l’unico modo per ridurre i rischi personali e per riprendere una vita che abbia una qualche parvenza di normalità, ma le notizie che si susseguono di giorno in giorno non contribuiscono certo a creare un clima di tranquillità e di fiducia

I dubbi di un cittadino over 60 sul vaccino Astrazeneca: "Lo voglio fare, ma vorrei più risposte"

Preg. mo direttore,

domenica 25 aprile 2021 ho preso finalmente la decisione di iscrivermi al portale della regione Piemonte per la vaccinazione anti-Covid.

Appartengo alla fascia d’età tra i 60 e i 70, a cui è ancora destinato, a quanto pare, il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) che è stato e continua ad essere sotto i riflettori del mondo per i motivi a tutti ben noti.

Ho deciso di fare questo passo perché penso che vaccinarsi sia l’unico modo per ridurre i rischi personali e per riprendere una vita che abbia una qualche parvenza di normalità, ma i dubbi e le amarezze che accompagnano questa scelta sono tanti e le notizie che si susseguono di giorno in giorno non contribuiscono certo a creare un clima di tranquillità e di fiducia.

Come si sa, la grande confusione che ha accompagnato il ”lancio sul mercato” di tale prodotto (e in parte anche di quello della J&J) ha creato molta apprensione e disorientamento. All’inizio era destinato esclusivamente agli under 55, poi altrettanto esclusivamente agli over 60, per non parlare del fatto che le decisioni prese al riguardo dai vari paesi della U.E. sono state le più variegate.

Si pensi solo alla Danimarca ed alla Norvegia che hanno escluso definitivamente Astrazeneca dal loro piano vaccinale. L’ultimo pronunciamento dell’EMA al riguardo, datato 23/4, anziché chiarire ha ingenerato nuova confusione.

Oltre a ripetere come un mantra che i benefici sono superiori ai rischi (e ci mancherebbe altro), ha fatto sapere che il rapporto gravi casi avversi-inoculazioni è attualmente di 1:100.000 mentre qualche settimana fa, se non ricordo male, era molto più favorevole. In occasione dell’ultimo rapporto è stato inoltre affermato che non ci sono ad oggi evidenze certe che segnalino particolari rischi nell’utilizzare tale vaccino in specifici generi e fasce d’età.

Ora, non essendo io in grado, per mancanza di competenze specifiche, di chiarirmi autonomamente alcuni dubbi, chiedo se qualche volenteroso esperto avrà tempo e voglia di farlo rispondendo ad alcune mie domande che da un po' di tempo mi assillano, magari chiarendo meglio le informazioni che ho raccolto dalle fonti citate.

1) Perché, se l’EMA dichiara che non ci sono evidenze, allo stato attuale del monitoraggio, di rischi rapportati con assoluta certezza all’età ed al genere e ne raccomanda quindi l’utilizzo senza limitazioni, in Italia il suddetto vaccino continua ad essere destinato privilegiatamente ad una specifica categoria d’età? E se tale scelta fosse motivata dal principio di cautela, questo stesso principio non dovrebbe essere esteso a tutti? A parità di condizioni non dovrebbe corrispondere parità di trattamento?

2) Se ci fosse l’intenzione, come qualcuno ha ipotizzato di recente, di permettere alle categorie più giovani di scegliere tra alcuni vaccini, perché non fare altrettanto nei confronti dei meno giovani? Non varrebbe forse anche in questo caso il criterio di offrire a tutti i cittadini le stesse opportunità in assenza di specifiche controindicazioni mediche?

3) Come mai l’Italia ha deciso di non usufruire di 600.000 dosi di vaccini Pfizer che in base agli accordi europei le spettavano? (fonte: Euro-today 1/4).

4) Perché la Regione Piemonte pensa di procedere all’acquisto di 600.000 dosi di vaccino Astrazeneca dalla Danimarca, dato che quel paese ne ha in abbondanza poiché, a differenza del nostro, ne ha definitivamente azzerato l’uso per tutelare in via precauzionale i suoi cittadini da eventuali effetti avversi? (fonte: Torino-today 22/4).

5) Se alla fascia d’età fino ai 60 anni è stato sconsigliato (non vietato) per motivi prudenziali l’uso del vaccino Astrazeneca, é sempre per lo stesso motivo che è stato sconsigliato (vietato?) l’uso dei vaccini a MRNA agli ultrasessantenni? Più semplicemente: si pensa , sulla base di chiare evidenze scientifiche, che i vaccini a MRNA possano nuocere alla salute degli over 60? Ed è per questo motivo che tale categoria è stata orientata su Astrazeneca?

6) A partire dal 26 aprile è stata data nella nostra Regione l’opportunità ai nati tra l’1/1/1962 e il 31/12/2005 classificati come persone fragili ma non estremamente vulnerabili di effettuare la preadesione on line in maniera autonoma se sono in possesso di un codice di esenzione. Io appartengo a questa categoria di possessori di uno dei codici di esenzione segnalati ma, in seguito ad una telefonata che ho fatto all’Asl di appartenenza, mi è stato detto che, poiché appartengo ad una fascia di età più anziana, non ho il diritto di avvalermi di questa possibilità e semplicemente sarò chiamata in base all’età. Qualcuno mi può spiegare la logica che sta alla base di questa scelta? In questo contesto di grande incertezza e di contraddizioni continue non è difficile stupirsi se i dati sulle preadesioni degli over 60 siano deludenti: 220.000 su 550.00 over 60 e 282.000 su 450.000 over 70. (fonte: com.stampa “Piemonte informa “ 24/4 ).

Non credo che ciò avvenga solo, come qualcuno ha detto, per la scarsa dimestichezza che questa fascia d’età avrebbe con le procedure di prenotazioni on-line, quanto piuttosto per la nemmeno tanto velata percezione di essere costretta a subire suo malgrado una sorta di macabro gioco di roulette russa. Se è vero come è vero che il rischio di ammalarsi gravemente in questo gruppo etario è molto alto, perché non ridurlo ulteriormente orientando la scelta su un altro vaccino come già è stato fatto per il resto della popolazione, evitando rallentamenti nel piano vaccinale?

In conclusione, a mio modestissimo avviso, per accelerare la campagna vaccinale servirebbero trasparenza, onestà, coerenza ed anche rispetto per le paure ed i dubbi dei cittadini di qualunque età, evitando magari di speculare su eventuali ed ipotetici risparmi nell’acquisto di questo o quel prodotto farmaceutico. Norvegia e Danimarca per fare un esempio, insegnano ma purtroppo inducono anche ad un confronto impietoso con la nostra situazione nazionale. E non voglio addentrarmi sullo scivoloso crinale dei diritti fondamentali dei cittadini sanciti dalla nostra Costituzione, primo fra tutti il diritto all’eguaglianza: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di ...”

Grazie per l’attenzione.

LETTERA FIRMATA

 

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