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Attualità | 27 aprile 2021, 12:08

Cassa integrazione e chiusure, la rabbia dei lavoratori di Sereni Orizzonti: “Lavoratori rifiutati” [VIDEO e FOTO]

Sei le strutture del Cuneese, tra Bra, Dogliani, Rocchetta Belbo, Lequio Tanaro e Manta: “Vorremmo lavorare garantendo ai pazienti un servizio di qualità, con la dignità che merita un ammalato e il rispetto che merita un lavoratore"

Gli operatori hanno protestato sotto le finestre della Regione in piazza Castello

Gli operatori hanno protestato sotto le finestre della Regione in piazza Castello

Nemmeno la pioggia battente ha fermato i lavoratori di Sereni Orizzonti che questa mattina, sotto la Regione Piemonte, hanno urlato tutto il loro malcontento nei confronti dell’azienda che si occupa della costruzione e gestione di residenze per anziani in Italia e in Europa.

Pesanti condizioni di lavoro, tra tagli, turni "massacranti e chiusure"

A pesare come un macigno, dopo un anno abbondante di pandemia, le condizioni di lavoro. Tra tagli e turni definiti "massacranti", chiusure e cassa integrazione, i lavoratori hanno richiesto un intervento della Regione Piemonte. "Manifestiamo perché non possiamo più fornire un servizio corretto agli ammalati: ci hanno chiamato eroi, ci hanno obbligato a fare tamponi e vaccini ma non siamo nelle condizioni di lavorare" spiega un'operatrice sanitaria. "Ci siamo sentiti usati. Vorremmo continuare a fare gli o.s.s., garantendo ai pazienti un servizio di qualità, con la dignità che merita un ammalato e il rispetto che merita un lavoratore" racconta.

In Piemonte, sono 35 le strutture di Sereni Orizzonti presenti sul territorio. Una realtà molto grande, che vede 8 Rsa in provincia di Torino (+3 in costruzione) e 6 nel Cuneese (Bra, Dogliani, Rocchetta Belbo, Manta e due a Lequio Tanaro).

"Alcuni colleghi trasferiti in altre strutture nonostante la possibilità di lavorare"

"Protestiamo contro i contratti che ci sono stati applicati, gli operatori sono stati messi in cassa integrazione nonostante ferie e permessi accumulati. Alcuni sono stati trasferiti in altre strutture nonostante la possibilità di lavorare" spiega Teresa Lalli, o.s.s. Diversa l'esperienza di Rosalia Campora, cuoca: "Mi hanno chiuso la cucina e mi hanno messo in cassa integrazione. Cosa vuol dire stare in Fis a zero ore? Non avere uno stipendio". "A Piobesi e a Frossasco due strutture hanno chiuso completamente" racconta la cuoca.

Nel Torinese Sereni Orizzonti è presente con strutture a Volvera, Vinovo, Frossasco, San Mauro, Settimo Vittone, Carmagnola, Piverone e Piobesi. Nel Cuneese, invece, a Rocchetta Belbo, Lequio Tanaro, Bra, Dogliani e Manta. I disagi, più o meno diffusi tra tutti i lavoratori entrati in stato di agitazione da marzo, sono frequenti: "Lavoro da 30 anni, vorrei continuare a farlo con dignità" è il disperato appello di un'operatrice socio sanitaria.

Andrea Parisotto

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