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Politica | 26 aprile 2021, 07:00

#CONTROCORRENTE: Quanto reinvestiranno in provincia i grandi gruppi bancari Intesa e Bper?

La clientela e l’opinione pubblica cuneese hanno diritto di sapere se i risparmi loro affidati resteranno sul territorio o verranno utilizzati per essere reinvestiti altrove

#CONTROCORRENTE: Quanto reinvestiranno in provincia i grandi gruppi bancari Intesa e Bper?

Il processo di migrazione da Ubi a Intesa si sta rivelando molto più complesso di quel che era stato ipotizzato determinando mugugni tra la clientela che, complice anche la limitazione di accesso agli sportelli dovuta all’emergenza sanitaria, si è trovata smarrita.

I sindacati alzano la voce e i grandi clienti, soprattutto le aziende, lamentano disfunzioni che complicano la loro attività in un momento già difficile di suo.

La aggregazioni dei grandi gruppi bancari – non lo si può tacere – non è stata bene accolta sul territorio anche perché le prime mosse non sono confortanti.

Le rassicurazioni date tempo fa dai big della finanzieri Gaetano Miccichè e Fabrizio Palenzona ai sindaci di Cuneo, Alba e Mondovì non trovano, all’atto pratico, quei riscontri che il mondo economico e la società cuneese nel suo complesso si attendeva.

Questione di tempo? Lo vedremo.

Quel che sarebbe però interessante sapere, in tempi ragionevolmente brevi,  è come i gruppi Intesa San Paolo e Bper intendono muoversi in un’area nella quale gli istituti bancari locali erano abituati a “coccolare” la clientela e a reinvestire in loco cifre rilevanti.

Pensiamo, ad esempio, al mondo dello sport rispetto al quale CrCuneo prima e Banca Regionale Europea poi destinavano cospicue risorse.

E che dire dell’agricoltura, settore trainante dell’economia provinciale?

Ma la stessa considerazione vale per turismo, cultura, eventi, ecc.

Il timore – che speriamo venga presto fugato - è che il Cuneese, terra da sempre parsimoniosa, venga vista come area da cui drenare risparmi per poi destinarli altrove.

Sarebbe giusto che i sindaci delle tre città, a questo punto, esplicitassero le rassicurazioni loro espresse.

L’opinione pubblica cuneese ha il diritto di sapere – a maggior ragione in questa difficile congiuntura gravata da mille problemi – se e quanto verrà reinvestito sul territorio da una raccolta che sappiamo bene essere consistente.

#controcorrente

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