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Eventi | 25 aprile 2021, 07:40

25 aprile in Granda: alla scoperta dei Sentieri della Libertà

Dalla borgata Paraloup alla Cascina del Pavaglione a Castino, ecco alcune proposte di escursioni ispirate al sacrificio di coloro che hanno combattuto e hanno perso la vita per liberare la Granda dal nazifascismo

25 aprile in Granda: alla scoperta dei Sentieri della Libertà

Questa domenica, 25 aprile, ricorre il 76° Anniversario della Liberazione e, per il secondo anno consecutivo, le cerimonie organizzate dai Comuni e dalle associazioni vengono effettuate in forma ridotta o on line a causa delle norme anti Covid che limitano gli spostamenti e vietano gli assembramenti. Un altro modo per non dimenticare le lotte partigiane, i sacrifici e le sofferenze della popolazione cuneese durante la Resistenza è percorrere i sentieri e visitare borgate e luoghi dove è stata scritta questa tragica pagina di storia.  

Sentieri della Libertà sono itinerari che attraversano i siti che sono stati teatro di persecuzioni, fughe e battaglie e sono nati a seguito del progetto "La Memoria delle Alpi" il cui obiettivo è stato quello di realizzare una rete museale transfrontaliera dedicata alla storia e alla memoria dei territori montani di Italia, Francia e Svizzera. In provincia di Cuneo sono stati allestiti 43 sentieri, articolati intorno ai temi della guerra, della persecuzione razziale e della Resistenza e per ognuno di essi è stata allestita la segnaletica per consentirne la percorribilità. La maggior parte di questi itinerari si svolge in montagna o in collina e le tappe sono per lo più rappresentate da case, borgate, cappelle, radure, valichi, qualche piccolo paese e alcune città, luoghi significativi in quei 20 mesi della Resistenza. Percorrendoli si potranno vedere le borgate e le baite dove si svolgeva la quotidianità della vita dei partigiani, le case dove nascondevano armi e viveri, i loro ospedali clandestini, i posti di guardia, le postazioni dei più importanti scontri militari, le vie di fuga durante i rastrellamenti. Sarà possibile ripercorrere le tappe degli eccidi compiuti dai nazifascisti e fermarsi davanti alle lapidi, alle targhe e ai cippi eretti a ricordo dei caduti.

 

Nella frazione Villar di Bagnolo Piemonte, nella Valle Infernotto, i rastrellamenti tedeschi con l’obiettivo di trovare i partigiani provocarono decine di morti e centinaia di case distrutte; la località è il punto di partenza di un sentiero ad anello che passa anche dal Castello di Bagnolo e da Palazzo Malingri, importante punto di riferimento per i garibaldini che operavano nel territorio.

Un altro sentiero passa dalla frazione Olmetto dove una lapide ricorda i quattro giovani fucilati dai nazifascisti il 30 dicembre 1943.

Sulle colline alle spalle di Verzuolo, nel cuore delle terre del marchesato di Saluzzo, si sviluppa un reticolo di sterrate e sentieri “della libertà”, usati dai partigiani durante la Resistenza per fuggire dai posti di blocco o andare a far visita ai famigliari. Oggi, questi percorsi che si sviluppano tra boschi, vigneti e frutteti offrono la possibilità di fare piacevoli e rilassanti camminate nella bassa valle Varaita e, nello stesso tempo, immergersi nella storia delle formazioni partigiane.

A Ceretto, frazione di Costigliole Saluzzo, un sentiero ricorda l’eccidio compiuto dai nazifascisti che il 13 gennaio 1944 uccisero 27 civili. L’anello di Lemma, frazione di Rossana, attraversa i luoghi che erano abituali dei distaccamenti garibaldini dove poter rifocillarsi, curarsi e organizzare le azioni.

In Valle Varaita il sentiero Valmala- Colle della Ciabra- Colle di Valmala-Roccabruna ricorda che proprio a Valmala il 6 marzo 1945 nove partigiani persero la vita per mano fascista.

Da Roccabruna, in Valle Maira, partono quattro sentieri dedicati alla resistenza con segnaletica di tipo verticale, con il simbolo rosso verde e bianco: “Camminando con Steve” (dedicato al comandante Stefano Revelli), “l’Anello di Norat” e “Echi partigiani”. Il percorso “La spia e la cattura” ricorda i quattro giovani catturati e fucilati a Dronero il 6 gennaio 1945.

In Valle Grana il sentiero della Resistenza (20 km con partenza da Valgrana) porta alla borgata di San Matteo, dove nei locali della scuola adiacente alla chiesa parrocchiale avevano trovato rifugio e si erano organizzati i partigiani. I tedeschi sin dai primi di gennaio avevano iniziato una serie di rastrellamenti contro le prime formazioni partigiane e il 12-13 gennaio 1944 è la volta dell'offensiva nella valle Grana. In questa battaglia Duccio Galimberti venne ferito e, mentre i nazifascisti bruciarono San Matteo e le borgate intorno, venne portato in salvo a Rittana e poi a Borgo San Dalmazzo; dai lì verrà condotto prima Canale d'Alba, quindi a Torino dove rimarrà nascosto fino alla guarigione.

In Valle Stura la borgata Paraloup, un gruppo di case usate dai pastori solo d'estate per l'alpeggio, è stato il luogo dove la banda di Duccio Galimberti ha avuto il suo vero sviluppo politico e militare. La borgata si raggiunge passando dalla località Gorrè di Rittana ed è un centro culturale la cui storia sarà in mostra fino al 31 dicembre, sotto i portici di Piazza della Repubblica a Torino.

A Chiusa Pesio, dove ebbe luogo nell’aprile 1944 la “Battaglia di Pasqua” tra partigiani e tedeschi, ci sono tre itinerari: il primo conduce al Pian del Creus, la radura dove all’inizio del 1944 gli alleati paracadutavano le armi per la Banda della Val Pesio. Col secondo itinerario si raggiunge il Passo del Duca: in questo stretto passaggio tra le rocce, i partigiani nascosero una grossa mina che, esplodendo, bloccò un reparto tedesco intento a prendere i ribelli alle spalle. L’ultimo percorso è quello del ripiegamento: dopo aver dato filo da torcere ai nazi-fascisti, il grosso della Banda raggiunse Carnino, attraverso Porta Sestrera e il Colle del Pas.

In Valcasotto i sentieri ricordano la battaglia che divampò dal 13 al 17 marzo del 1944, fra i partigiani e i tedeschi della Wermacht. Il confronto drammatico coinvolse anche la popolazione e causò un numero ingente di morti e feriti sia tra i partigiani che tra i civili, rastrellamenti, incendi, fucilazioni, e infine un’affannosa ritirata nella neve da parte del comandante partigiano Enrico Martini “Mauri” verso la Langa.
A Bastia Mondovì il sentiero Storia e memoria delle formazioni autonome” ha come tappa il Sacrario Partigiano che, inaugurato nel 1947 e voluto proprio dal comandante “Mauri”,  custodisce i resti di diversi caduti della guerra di Liberazione e ricorda i nominativi dei caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine delle Formazioni Autonome che combatterono in zona.

Resistenza fa anche venire in mente i grandi scrittori partigiani come Nuto Revelli e Giorgio Bocca che hanno combattuto nelle Valli Cuneesi; nella Langa Beppe Fenoglio ha aderito al gruppo di Enrico Martini “Mauri” ed a uno dei suoi romanzi è dedicato il sentiero del Partigiano Johnny che parte dalla cascina Pavaglione a San Bovo di Castino e percorre i luoghi della fuga del protagonista.

Nel Roero l’Associazione “Franco Casetta” ha elaborato il progetto “Strade delle memorie partigiane” che ha lo scopo di valorizzare e conservare la memoria dei luoghi della lotta per la Liberazione del Roero. L’itinerario trekking è suddiviso in quattro percorsi in prevalenza su sterrato nelle aree frequentate dalla Brigata Canale che confluirà negli autonomi di Mauri. I paesi interessati dal percorso sono: Canale, Montà (Santuario dei Piloni), Santo Stefano Roero e Cisterna d’Asti. È previsto anche un itinerario in auto per visitare luoghi significativi della Resistenza, cippi e lapidi che ricordano il sacrificio dei partigiani che hanno perso la vita per combattere contro i nazifascisti.

Questi percorsi non sono solo occasioni di trascorrere alcune ore immersi nella natura nelle colline, nelle vallate cuneesi o nei territori di Langa e Roero, ma sono veri e propri cammini nella storia della Resistenza dove hanno combattuto le diverse formazioni partigiane come Giustizia e Libertà, i Garibaldini e le Formazioni Autonome, storia che deve essere conosciuta e mai dimenticata.

Per saperne di più sui percorsi citati:
Guida "I sentieri della Libertà in Provincia di Cuneo", a cura di Piermario Bologna, Piùeventi edizioni, Cuneo, 2011.

https://turismo.unionemonregalese.it/itinerari-partigiani-nel-monregalese

www.istitutoresistenzacuneo.it/

www.memoriadellealpi.org/

www.stradememoriepartigiane.it

 

Bruna Aimar

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