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Politica | 20 aprile 2021, 11:06

Consiglio regionale “inchiodato” per almeno tre giorni al gioco d’azzardo

Dopo sei mesi riprende a Palazzo Lascaris il dibattito in presenza. La minoranza ha presentato decine di migliaia di emendamenti contro la proposta di modifica della legge voluta dalla Lega. Cirio cerca a fatica una mediazione (per ora non raggiunta) per salvaguardare la maggioranza

Consiglio regionale “inchiodato” per almeno tre giorni al gioco d’azzardo

 

Si è concluso con un nulla di fatto il vertice del centrodestra tenutosi ieri sera in Regione in vista della discussione sulla legge del gioco d’azzardo che riprenderà questa mattina nell’aula di Palazzo Lascaris.

Per la prima volta dopo circa sei mesi infatti il Consiglio regionale torna a riunirsi in presenza per affrontare la spinosa questione sulla quale la Lega – probabilmente per impegni assunti in campagna elettorale – non intende mollare.

All’incontro di ieri sera, insieme ai capigruppo Alberto Preioni (Lega), Paolo Ruzzola (Fratelli d’Italia) e Paolo Bongioanni (Fratelli d’Italia) è intervenuto anche il presidente Alberto Cirio, preoccupato che la situazione possa incarognirsi mettendo a repentaglio la stabilità della maggioranza di centrodestra.

Ognuna delle tre forze di maggioranza è arrivata al tavolo con una propria proposta e l’incontro non ha sostanzialmente modificato le posizioni di partenza.

Il presidente ha avanzato una proposta di mediazione che riguarda la limitazione della distanza minima dai luoghi sensibili, la collocazione delle slot solo nelle tabaccherie e non più nei bar, dando la facoltà ai Comuni di stabilire orari ben definiti. Fratelli d’Italia, fermamente contraria alla retroattività, ha proposto dal canto suo, l’introduzione del tesserino del giocatore che fissi il numero delle giocate consentite.

Forza Italia ha chiesto varie modifiche, mostrandosi nella sostanza allineata col governatore il quale, prima di confrontarsi con una minoranza che si presenterà stamane in aula agguerrita, avrebbe voluto trovare una sintesi almeno tra i partiti della sua coalizione.

La Lega vorrebbe ricondurre le minoranze a più miti consigli, ma non sarà facile.

Il 20 maggio scadono i termini previsti dalla legge del 2016 entro cui gli operatori devono spostare le proprie attività ad almeno 500 metri (o 300 per i piccoli paresi) da luoghi sensibili quali scuole, chiese, ospedali, ecc.

Paolo Bongioanni, capogruppo di FdI, si dice sicuro che alla fine un compromesso verrà trovato anche col coinvolgimento delle opposizioni.

Ad oggi comunque il centrodestra resta diviso, centrosinistra e i due tronconi del Movimento 5 Stelle, scaturiti dopo la scissione piemontese di Giorgio Bertola, non sembrano affatto intenzionati a deporre le armi.

Da oggi a giovedì lo scontro in Consiglio regionale si annuncia al calor bianco.


GpT

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