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Politica | 20 aprile 2021, 15:01

“Caso Grillo”: tace la ministra Dadone, imbarazzo tra i 5 Stelle

Il video del fondatore del Movimento in difesa del figlio accusato di stupro di gruppo scatena sui social una ridda di reazioni, ma i pentastellati sul territorio preferiscono glissare e non pronunciarsi

“Caso Grillo”: tace la ministra Dadone, imbarazzo tra i 5 Stelle

C’è imbarazzo nel Movimento 5 Stelle per la posizione assunta dal leader maximo Beppe Grillo sulla vicenda giudiziaria che riguarda il figlio.
L’accusa che pende sulla testa del giovane Ciro è pesante: avrebbe violentato, insieme ad altri tre ragazzi, una studentessa in Sardegna.
La difesa del fondatore del M5S, affidata, come nel suo stile, ad un video ha immediatamente scatenato durissime reazioni politiche.

Tutto è partito da una domanda retorica (con annessa risposta) di Grillo: “Perché non li avete arrestati subito? Perché vi siete resi conto che non è vero che c’è stato lo stupro”. Quindi, la chiosa disperata, urlata: “Se dovete arrestare mio figlio perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera!”.
Tacciono tutti i blog stellati cuneesi, a partire da quello della ministra alle Politiche giovanili Fabiana Dadone.
Ma se la ministra tace, il suo collaboratore, l’avvocato saviglianese Nicola Clerici affida ai social - di cui è attivista instancabile – un suo commento.
“Come per Salvini anche per il figlio di Grillo – scrive - saranno i magistrati a decidere. Bisogna aver fiducia e rispettare le decisioni di chi giudica. Nessuno del M5S parla di complotto dei giudici di sinistra o altre cazzate simili”.
Più appassionata, per ovvie ragioni, la difesa d’ufficio che arriva dal capo politico (ancora per poco, pare) Vito Crimi.
“Sono e siamo umanamente vicini a Beppe Grillo, un uomo e un padre – commenta Crimi - che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando conclusioni affrettate e la ricerca di sensazionalismi”.

A ricordare a Grillo quanto sia pericoloso cavalcare sentimenti forcaioli è la deputata cuneese Pd Chiara Gribaudo.
“La gogna mediatica – afferma - è sempre terribile e immeritata. Lo stupro ancora di più. Se una ragazza denuncia una violenza sessuale, la magistratura ha il dovere di indagare. Nessun altro ha il diritto di decidere cosa lei ha subìto. Soprattutto chi ha un ruolo pubblico. E anche Beppe Grillo”.

GpT

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