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Agricoltura | 09 aprile 2021, 08:00

Gelo micidiale per viti e frutteti, la Regione chiede lo stato di calamità

L'assessore Protopapa il 13 aprile sarà nel Cuneese per alcuni sopralluoghi: "“Una presenza importante per dimostrare la vicinanza delle istituzioni alle nostre aziende agricole anche nei momenti di difficoltà. Per l'agricoltura un duro colpo"

Il gelo sui frutteti del Cuneese

Il gelo sui frutteti del Cuneese

Prendo atto della grave avversità che ha colpito i territori piemontesi e in particolare le numerose colture che in questo periodo erano già in fiore, mettendo a serio rischio i futuri raccolti”.

Sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura e al Cibo Marco Protopapa.

La gelata, che ha raggiunto molti gradi sotto lo zero, ha interessato in particolare le piante da frutto, le orticole e la vite che in questi ultimi anni sono spesso stati interessati da gravi eventi eccezionali dovuti al cambiamento climatico.

In primavera purtroppo si verificano abbastanza di frequente eventi di questo che mettono in evidenza la fragilità del settore primario, una fabbrica che opera tutto l'anno a cielo aperto in balia degli eventi atmosferici, impossibili da controllare completamente.

Questo grave evento non ha risparmiato nessuna zona della regione mettendo a rischio un’economia già compromessa da questo lungo periodo pandemico e dalle recenti alluvioni.

I danni più importanti si registrano nei distretti frutticoli del Saluzzese, in provincia di Cuneo e del Cavourese – Pinerolese in provincia di Torino.

Le temperature notturne sono scese tra i 4 e i 6 gradi sotto lo zero per almeno quattro ore di seguito: i frutticoltori hanno attivato gli impianti antibrina e questa mattina le coltivazioni erano ricoperte da lunghi candelotti di ghiaccio.

Gli impianti antibrina – spiegano i tecnici di Confagricoltura -  che in parte hanno contribuito a salvare i germogli, per contro in alcune aree hanno creato problemi di peso a causa del ghiaccio che si è formato, spezzando alcuni rami.

Al fine di constatare con maggior puntualità quanto determinato dallo shock termico stiamo organizzando alcuni sopralluoghi utili per verificare l’entità dei danni che sicuramente le associazioni agricole quantificheranno nei prossimi giorni”.

Nella giornata di martedì 13 aprile l’assessore Protopapa è stato invitato dal tavolo ortofrutticolo Cuneese ad effettuare un sopralluogo nelle zone colpite edanche per un incontro con le organizzazioni dei produttori.

Una presenza importante per dimostrare la vicinanza delle istituzioni alle nostre aziende agricole anche nei momenti di difficoltà” conclude l’assessore Protopapa.

Compromesso il il 50% della produzione frutticola

L'ondata di aria artica che da martedì staziona sul Piemonte sta provocando guasti pesanti all'agricoltura. Lo evidenzia anche Confagricoltura, che con oltre 40 tecnici impegnati sul territorio subalpino sta compiendo una ricognizione dei danni che si preannunciano particolarmente gravi.

"Abbiamo già invitato gli agricoli nostri associati a segnalare tempestivamente i danni ai Comuni, affinché la Regione possa delimitare le aree danneggiate per verificare l'opportunità di attivare le provvidenze previste dalla legge in caso di calamità atmosferiche - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – e chiediamo alla Regione di intervenire per quanto possibile per attenuare le difficoltà delle imprese, accelerando i tempi di pagamento dei contributi previsti dalla politica agricola comunitaria e snellendo le procedure burocratiche per l’ottenimento degli aiuti”.

Purtroppo l'unica difesa valida è quella passiva, ossia assicurare le produzioni agricole da gelo, vento forte, inondazioni, grandine e altri eventi atmosferici. La conta dei danni è ancora in corso – spiega il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro - e nell'arco di qualche giorno avremo un quadro più preciso; per quanto riguarda le drupacee, pesco in particolare, possiamo già dire che oltre il 50% della produzione frutticola 2021 è compromessa”.

Purtroppo i danni su pesco, susino e albicocco sono pesantissimi, con oltre il 50% della produzione compromessa. Danni importanti anche ai ciliegi e in tutte le province del Piemonte per quanto riguarda le coltivazioni orticole e floricole fuori serra.

Segnalati danni anche su piante ornamentali dai vivaisti di tutto il Piemonte. Danni importanti sui nuovi germogli di actinidia nel Saluzzese.

Danni nelle pianure sulla coltivazione di fragole e, in particolare per quanto riguarda l’orticoltura, sulle zucchine.

Danni significativi anche ai vigneti. Nell'Astigiano, nella zona di Nizza Monferrato e nella Val Tiglione, le temperature sono scese a 4° sottozero per oltre tre ore, producendo danni sui vigneti di Barbera che nelle aree meglio esposte sono già in avanzato stato di vegetazione. Si segnalano danni anche sulle varietà di vigneti precoci che raggiungono il 30 - 40% della produzione.

redazione

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