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Economia | 06 aprile 2021, 07:42

Cia Cuneo: “Se non si interviene adesso, le aziende chiuderanno”

L’Organizzazione critica in modo fermo le modalità con cui il Governo sta affrontando la crisi economica conseguente al Covid19 e la gestione dei ristori

Immagine di repertorio

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È il momento di una svolta: le imprese italiane, agricoltura compresa, sono allo stremo e occorrono misure adeguate a loro sostegno.

È questo l’appello di Cia Cuneo, che raccoglie le numerose segnalazioni delle aziende associate.

L’Organizzazione critica in modo fermo le modalità con cui il Governo sta affrontando la crisi economica conseguente al Covid19 e la gestione dei ristori. Spiega il presidente provinciale Cia Claudio Conterno: “Gli interventi governativi, studiati nel modo che conosciamo, non bastano: il sostegno dato alle imprese, a conti fatti, arriva a coprire un ventiquattresimo del calo di fatturato registrato lo scorso anno. Come si può pretendere che le aziende continuino a garantire la propria attività e pagare i propri dipendenti? Lo smartworking che appartiene al settore pubblico non è la soluzione, è una modalità di lavoro che non appartiene al settore primario, bisogna tenere conto delle reali esigenze, abbiamo la sensazione che il governo non abbia una percezione corretta della realtà”

Aggiunge il direttore Cia Igor Varrone: “Le aziende, agricole ma non solo, stanno vivendo un momento di grande depressione. Ci sono incongruenze che non condividiamo, come la possibilità che hanno gli Autogrill di ospitare le migliaia di clienti di passaggio al proprio interno, mentre le strutture ricettive come gli agriturismi non possono farlo, seppur con ampi spazi all’aperto e la possibilità di gestire le prenotazioni riservate. Inoltre, non condividiamo la discriminante di accogliere i clienti solo a pranzo e non a cena, oppure l’imposizione della chiusura delle attività dopo che queste si sono dotate di tutti gli strumenti di sicurezza, investendo poche risorse rimaste per adeguarsi alle normative di sicurezza anticontagio. Riguardo i ristori, le cifre così previste sembrano essere una presa in giro”.

Cia ritiene che l’agricoltura debba essere al centro del piano di rilancio economico nazionale, anche alla luce di tutti gli sforzi sostenuti per garantire gli approvvigionamenti: “L’agricoltura non si è mai fermata – spiegano ancora i dirigenti – e se i produttori sospendessero anche solo per una settimana le forniture degli approvvigionamenti, si capirebbe la reale importanza di questo settore. Pensavamo che il nuovo Governo avesse bisogno del tempo tecnico per diventare operativo, ma vediamo che nulla cambia e le aziende rischiano la chiusura. Non bisogna più perdere tempo, e occorre ripensare ad un sistema di ristori e incentivi che possa davvero alleggerire il carico delle spese fisse, oppure compensare le perdite dovute ai mancati incassi, che vada oltre il periodo contingente e prosegua fin quando non ci sarà l’effettiva opportunità di lavorare e produrre reddito”.  

Cia Cuneo ritiene inoltre che il capitolo della Sanità in Italia vada riorganizzato per ottimizzare meglio le risorse e che la burocrazia vada snellita in ogni apparato pubblico, oltre a dover velocizzare le tempistiche di attesa e disbrigo pratiche. Infine, l’Organizzazione contesta gli attacchi rivolti all’agricoltura sui temi dell’inquinamento e dell’impatto della zootecnia in Italia, sottolineando che il comparto agricolo contribuisce alla custodia del territorio, alla produzione di derrate alimentari e fornisce materie prime importanti per l’Italia, delle quali non si può fare a meno, anche in tempo di pandemia.

comunicato stampa

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