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Sanità | 04 aprile 2021, 11:15

Asl Piemonte, cambio d'appalto per pulizia e sanificazione. I sindacati: "No a speculazione o tagli di posti di lavoro"

Circa 3mila gli addetti coinvolti. La Filcams: "Definiti eroi durante la pandemia, ora non possono pagare capitolati al ribasso"

Ospedale corsia pulizie

Cambio d'appalto per molte Asl sul territorio piemontese

Un business da circa 315 milioni di euro con un affidamento di cinque anni (3+2). Una gara che riguarda tutto il territorio piemontese ad esclusione di Alessandria e Asti, suddivisa in 5 lotti e nata nel 2018, prima della pandemia.
E’ stata aggiudicata in tempo di Covid a 3 società - Markas srl per i lotti 2/4/5, Samsic Italia spa per Città della salute – lotto 1 e Cm Service srl per il lotto 3 l'incarico di pulizia e sanificazione nelle strutture sanitarie del Piemonte. Ed ecco che il sindacato punta la lente d’ingrandimento sulle scelte operate in merito all’affidamento e all’accelerazione sui tempi di aggiudicazione, ritenuti da alcuni troppo frettolosi.

Le polemiche alimentate in questi giorni e i relativi strascichi - dichiara Fabio Favola, segretario regionale della Filcams Cgil Piemonte - rischiano di distogliere l’attenzione sul tema che deve restare centrale: che fine faranno le circa 3000 lavoratrici e lavoratori che oggi operano nei servizi? Noi non abbiamo dubbi e riteniamo che la Regione Piemonte e le aziende aggiudicatrici debbano perseguire il nostro stesso obiettivo: non perdere un posto di lavoro, non ridurre le prestazioni e le ore di lavoro e garantire integralmente i contratti delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Dal sindacato sottolineano come "Tutta l’emergenza sanitaria legata alla pandemia del Covid19 ci ha fatto misurare l’importanza e il valore del nostro sistema sanitario e anche le nostre lavoratrici addette alla pulizia e alla sanificazione hanno sofferto e ancora oggi vivono una condizione di esposizione e di rischio elevatissime. Lavoratrici e lavoratori, con contratti part-time poveri, spesso definiti “eroi” ed “angeli” nel garantire servizi essenziali. Proprio per la loro importanza siamo fermamente convinti che i servizi che si andranno a gestire dovranno essere implementati da attività e prestazioni che anche dopo l’emergenza sanitaria, ancora lunga da superare, dovranno diventare strutturali e continui nel tempo".

A preoccupare, il ribasso che ha caratterizzato i capitolati che si sono aggiudicati l'appalto. “Definiti prima della pandemia, dovranno essere rivisti e incrementati alla luce di quanto l’esperienza del Covid19 ci ha rappresentato, a garanzia della tutela della salute dei cittadini piemontesi - aggiunge Favola -. Va da sé quindi che su questi servizi e sulla difesa della salute non si può speculare e perseguire la logica del risparmio e che riteniamo inaccettabile e pericolosa l’aggiudicazione avvenuta con forti ribassi (nel quadrante Novara Verbania Biella Vercelli il ribasso supera il 30%) che oltre a pregiudicare la qualità dei servizi si scarica inevitabilmente sull’occupazione, con tagli insostenibili ai contratti e alle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori, con il rischio di creare tanti nuovi poveri”.

La prova del nove sarà nei prossimi giorni, quando si insedieranno i tavoli di confronto previsti in occasione dei cambi di appalto. 

M.Sci

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