/ Attualità

Attualità | 02 aprile 2021, 14:07

"Sul settore industriale una vera "tempesta perfetta". Ma la Granda resiste"

Tutto sommato incoraggianti i dati riportati oggi (venerdì 2 aprile) da Confindustria Cuneo rispetto all'analisi della situazione economica congiunturale della provincia; i rincari sui prezzi delle materie prime, però, evocano lo spettro dell'inflazione

"Sul settore industriale una vera "tempesta perfetta". Ma la Granda resiste"

Regala un cauto – e non del tutto previsto – ottimismo l’analisi della situazione economica congiunturale della provincia Granda, presentata oggi (venerdì 2 aprile) in conferenza stampa da Confindustria Cuneo assieme ai dati consuntivi del 2020 e a quelli previsionali per il secondo trimestre 2021.

Il focus presentato oggi anticipa in qualche modo la “resurrezione” che tutti ci aspettiamo dalla seconda metà di questo nuovo anno – ha detto Mauro Gola, presidente di Confindustria Cuneo - . I dati sono in qualche caso anche più positivi rispetto a quelli dell’anno precedente e del trimestre appena passato: nonostante un leggero rallentamento in marzo, ma il bilancio generale si attesta in chiusura sul +1%”.

Un dato certamente positivo ma che si configura come eterogeneo dal punto di vista dei settori: alcuni crescono, altri rimangono stabili, altri ancora faticano davvero molto. “Si rafforza il sentiment regionale, che già vedeva dati piuttosto positivi – ha proseguito Gola - . Per esempio, la Granda chiude il 2020 con uno scivolone del 6,9% dal punto di vista dell’export, che rimane comunque inferiore alla metà del dato regionale e nazionale”.

- I DATI

A illustrare nello specifico l’analisi ci ha pensato Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo. Che conferma la crescita generale, seppur ridotta: l’area della manifattura si prevede avrà un aumento del +8,3% di produzione totale e uno di +7,4% sui nuovi ordini, a fronte però di un -12,9% di redittività, dato che torna a confermarsi come negativo ma sul pesa parecchio il momento di negatività psicologica attuale. La previsione di Cassa Integrazione per il secondo trimestre si prevede salirà del 22.3%, ma rimarrebbe comunque inferiore a quella attuale. Bene gli ordini totali, stabile il dato di utilizzo della capacità produttiva: si prevede infine un miglioramento (+23,6%) delle previsioni d’investimento grazie agli aiuti economici annunciati dal governo e dall’Europa.

Anche per l’area dei Servizi le previsioni dimostrano un piccolo balzo in avanti positivo, dopo diversi trimestri di difficoltà: al di là di molti dati che rimangono stabili, il livello di attività del secondo trimestre ci si aspetta cresca di +10,2%, così come i nuovi ordini (+6,5%) e l’occupazione (+5,6%) sull’occupazione, a fronte però di un -2,8% sulla redittività. Ancora deboli gli investimenti, ma la richiesta di cassa integrazione scende al 16.5%.

Scendendo nello specifico dei settori produttivi, la meccanica è certamente in risalita (+26,5%), così come gli alimentari e l’edilizia, mentre faticano quello dei minerali non metalliferi e di chimica, gomma e plastica. Il settore della manifattura vive però un generale risveglio, con la cassa integrazione che – seppur in modo non omogeneo e con livelli comunque superiori al normale – diminuisce in tutti i settori, l’indebitamento che rimane stabile e un terzo delle aziende che hanno visto aumentare il fatturato (il 57% ha chiuso in utile il 2020).

Tra i servizi, i settori del commercio, il trasporto e la logistica, gli alloggi, la ristorazione e l’intrattenimento sono indubbiamente quelli che hanno sofferto di più, a fronte invece dei risultati positivi fatti registrare dal terziario innovativo. Cassa integrazione con pochi scostamenti, e il 18% delle aziende che hanno incrementato il proprio fatturato; oltre il 60% di queste ha chiuso il 2020 in utile.

- LO SPETTRO DELL’INFLAZIONE

L’ottimismo, insomma, è cauto. E l’orizzonte coperto dallo spettro dei rincari dei prezzi delle materie prime, unito alle difficoltà di approvvigionamento, fattori che stanno pesando parecchio su alcuni comparti (e continueranno a farlo nel futuro immediato). La parola che torna a sussurrarsi, dopo anni, è “inflazione”.

Questa situazione non può più essere considerata figlia dei tempi – ha detto la Cirio - , quanto piuttosto un’anomalia di movimento del mercato. Ci sono picchi incredibili rispetto ai prezzi dell’anno scorso, che arrivano a superare anche il 40%; i livelli pre-pandemia, specie sul mercato dei metalli, non sono rapportabili, e il prezzo del petrolio è tornato quasi ai livelli pre-crisi. E quel che è peggio è che il trend non è destinato a ridursi e potrebbe proseguire sino all’inizio del 2023: si teme l’innesco di spirali di speculazione ed eventuali manovre di cartello, che potrebbero ulteriormente inasprire la situazione. Stiamo cercando di capirne le ragioni e adottare strategie di reazione e compensazione a favore delle nostre imprese”.

I rincari toccano nello specifico i settori della meccanica, chimica, gomma e plastica e legno, i cui presidenti di sezione – Marco Costamagna, Nicola de Risi e Lorenzo Elia – hanno preso parte all’incontro sottolineando le difficoltà e le istanze delle aziende, ma anche gli sforzi dell’associazione a loro favore; le parole d’ordine in questo caso, si è detto, sono pianificazione e l’approvvigionamento delle materie prime che si teme andranno a scarseggiare.

- “SUL REPARTO INDUSTRIALE UNA TEMPESTA PERFETTA, MA LA GRANDE RESISTE”

Questo focus è un elemento importante per il settore industriale della nostra provincia, aiuta a comprendere la situazione attuale. Il 2021 sarà vero “game changer”, ed è inevitabile che qualunque parametro in cui avremmo potuto crescere sia stato sporcato, così come le proiezioni e i riferimenti, dagli strascichi della pandemia e da altri elementi internazionali: il cambio di amministrazione in America ha portato al cambiamento del commercio economico mondiale, l’avvicinarsi della scadenza del PNRR ci chiama alla responsabilità relativa alle generazioni future, e l’instaurazione del governo Draghi e l’avvio del piano vaccinale sono gli elementi che più hanno influito su questi primi mesi dell’anno” ha sottolineato ancora Gola.

Importante è non dimenticare il contesto nazionale: l’Italia fatica a stare al passo di Cina e Stati Uniti, che quest’anno tendenzialmente cresceranno del 9% e del 6.2%, a fronte di una crescita europea del 4.5%. Se è  vero, e lo è, che il sistema industriale rappresenta il 21% del PIL la sua tenuta è fondamentale per il paese; il settore si trova a dover affrontare una “tempesta perfetta”, ma i dati della nostra provincia confermano la sua vivacità in senso economico e industriale”.

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium