Bra - 29 marzo 2021, 08:32

Didì Dual Design e ShopCall: il lato “umano” dell’acquisto al quale non si può rinunciare

Con il progetto “Bra Città Slow” e la Confcommercio Ascom di Bra si investe sul video call shopping per sostenere i commercianti

Manuela Pecchio, titolare di Didì Dual Design di Bra

Guardare un prodotto, selezionarlo, pagare con carta in un circuito sicuro e farselo recapitare a casa. Se fino a qualche anno fa questo era un iter di acquisto furoreggiante, ora è la nostra nuova quotidianità, comoda da subito, sicura in tempo di Covid.
Ma che fine fanno le realtà commerciali che hanno costruito la loro attività sul contatto umano e sulla fidelizzazione del cliente? Come mantenere la fiducia e il rapporto tra venditore e acquirente che rende un negozio non solo un luogo di scambio economico, ma un modo di fare società? È sulla base di queste riflessioni che a Roberto Murgia, fondatore di Hoplo, viene l’idea di Shop Call, una piattaforma che si basa su innovazione, narrazione e relazione principale tra negoziante e consumatore.

Con il progetto “Bra città Slow” e la Confcommercio Ascom Bra, il Comune piemontese ha deciso di investire in ShopCall per affiancare e sostenere le categorie che non sono state risparmiate dalla crisi in corso, cercando di prendersi cura del lato “umano” del commercio.

A raccontarci dell’iniziativa Shop Call è Manuela Pecchio, proprietaria di Didì Dual Design, che opera nel campo dell’abbigliamento e della moda da vent’anni, che interrompo nel bel mezzo di una partita al Gioco dell’Oca con suo figlio: “Se facciamo i calcoli, siamo al quinto mese di chiusura. Ci stiamo buttando su ogni fronte, porto mio figlio a fare la DAD in negozio pur di prendermi cura del mio lavoro e non fermarci, ma con il nuovo decreto se riusciamo a pagare le spese è già tanto.”

Anche lei, come purtroppo gran parte delle realtà economiche, ormai comincia a sentire il peso di un anno di incertezza. Ha deciso, però, di non fermarsi e tentare l’alternativa proposta da Ascom. Un sito di abbigliamento, senza investimenti sostanziosi, è una perdita di tempo.
E gli investimenti sostanziosi, in un anno come questo, non sono una delle soluzioni più quotate.

Nel suo piccolo, Manuela aveva già cominciato a fare video chiamate con clienti abituali. Mostrava i capi nuovi, indossava per loro, ma spesso l’acquisto non andava a buon fine perché non esisteva un metodo di pagamento pensato per il remoto. Mancava un collegamento diretto che ShopCall, invece, garantisce.

Certo, è una cosa nuova, ancora non si conosce, ma chi l’ha provato è rimasto colpito positivamente. A Natale moltissimi clienti hanno deciso di fare regali così, con una videochiamata. Poi consegnavamo noi. O chi preferiva, veniva in negozio a ritirare. Il mio è un negozio dinamico. I miei clienti non sono solo locali. Proprio perché ho impostato il mio lavoro su una continua ricerca, ogni capo di abbigliamento che propongo è un pezzo che completa un’immagine molto individuale e creata ad hoc per il cliente”.

La tecnologia cerca di riempire il vuoto dato dalla chiusura dei locali e delle attività. Il primo canale di comunicazione è sicuramente quello dei social network, attraverso dirette, video e post.

I clienti abituali sono quelli che ci seguono sempre – prosegue Manuela –. Io conosco la loro fisicità. Se un capo non va o cambiano idea nel momento in cui lo ricevono, me lo restituiscono. Il momento prima dell’acquisto, però, non si basa solo una foto, ma è una consulenza, esattamente come siamo storicamente abituati a fare: col metro da sarta prendiamo le misure in diretta, adattiamo, creiamo. Ci confrontiamo sul modello scelto partendo dalla mia taglia, o da chi la indossa e interagiamo così. Avendo un multibrand, sappiamo che da un’azienda all’altra le vestibilità cambiano tantissimo, così come gli abbinamenti. L’interazione nel mio lavoro è fondamentale.

Come funziona ShopCall? Come quasi tutte le piattaforme di e-commerce, ormai, è abbastanza semplice. Dopo aver scaricato l’app ci si registra, si contatta il commerciante con cui ci si vuole mettere in contatto e inizia una videochiamata dove i dati personali sono privati e dove è possibile non mostrare il proprio video. Se uno dei capi che vengono presentati interessa particolarmente, il commerciante può fotografarlo e inviarlo in diretta al cliente, con i dettagli del prodotto che si desidera conoscere.

Per ora, date le prospettive dei prossimi mesi, ShopCall è un’iniziativa che riesce ad ammortizzare un po’ il buio della distanza sociale che siamo obbligati a tenere e degli investimenti economici che sono stati fatti dalle attività per poter continuare a rimanere aperte.

Conclude Manuela: “Un signore, sui social, l’altro giorno ha commentato che noi commercianti siamo solo molto bravi a lamentarci. Ci sono rimasta molto male, e se di solito non cedo ai provocatori, mi sono sentita in dovere di rispondere. Perché chi parla così non conosce il mondo che sta dietro a un negozio o a un’attività. Il nostro lavoro dipende da investimenti preventivi. E quegli investimenti non possiamo recuperarli. Un anno fa siamo stati cauti, quest’anno meno, c’erano più speranze. Ora siamo di nuovo chiusi. Ma se io non lavoro, è perché non lavorano i ristoranti, perché non ci si può sposare, perché non si possono fare cerimonie. Perché anche solo una camicetta nuova significa socialità.
Ecco, i commercianti tra di loro sono tutti interconnessi. Siamo tutti interconnessi.
Spero che mio figlio non cresca in un mondo senza centri storici
.”

Ci salutiamo, è ancora il suo turno al Gioco dell’Oca. Alcuni momenti analogici, dopo tutto, ce li meritiamo ancora.

Maria Pane