/ Cronaca

Cronaca | 28 marzo 2021, 19:32

Aggressione omofoba al parco Biberach: "Travestito di me**a, vattene via da qui"

Vittima dell'episodio di intolleranza un 23enne che ha denunciato l'accaduto sui social: "L'ho fatto per i miei amici che non hanno avuto la forza di combattere l'ignoranza e cattiveria di questa città"

Nicholas in una foto tratta dal suo profilo Facebook

Nicholas in una foto tratta dal suo profilo Facebook

Pur senza toccare i picchi di drammaticità dell’aggressione subita alcuni giorni fa alla stazione Valle Aurelia della metropolitana di Roma da una coppia di ragazzi gay, anche ad Asti si sarebbe recentemente verificato un grave episodio di omofobia.

“Ciao, mi chiamo Nicholas e oggi una signore mi stava quasi mettendo le mani addosso perché sono un “Travestito di merda”. Io abito ad Asti, città in cui ci sono stati ben più di 3 suicidi da ragazzi omosessuali (miei amici) che non hanno avuto la forza di combattere l’ignoranza e la cattiveria di questa città”. Con queste parole, il 23enne involontario protagonista dell’episodio ha denunciato l'accaduto mediante un post pubblicato sul suo profilo Facebook.

Abbiamo contattato Nicholas per farci raccontare direttamente da lui quanto accaduto venerdì al parco Biberach. “Passeggiando nel parco con un’amica, ci siamo accorti che il nastro messo intorno all’area giochi era strappato e allora ci siamo seduti sulle altalene per fare due chiacchiere. Con la coda dell’occhio ho notato un uomo sulla cinquantina che guardava insistentemente verso di noi, ma in particolare fissava malamente me. Poco dopo si è avvicinato e, in un italiano un po’ stentato ma che comunque ho capito, ha iniziato a dirmi che che sono ‘un travestito di merda’ e che non potevo stare al parco”.

“Si è avvicinato parecchio – ci ha spiegato Nicholasarrivando a pochi centimetri dal mio viso, credo con l’intenzione di tirarmi una testata. A quel punto, poiché non volevamo grane, io e la mia amica ci siamo alzati e ce ne siamo andati”. Salvo tornare sui propri passi poco dopo:Sono tornato indietro e, non volendo più subire, ho deciso di affrontarlo. Con lui c’era anche la moglie e ho iniziato a controbattere ai loro insulti. Eravamo quasi arrivati alle mani, allora a quel punto ho chiamato la Polizia”.

Agli agenti della Volante intervenuta, l’uomo avrebbe spiegato di aver agito così perché, essendo seduti sulle altalene, Nicholas e la sua amica di fatto ne impedivano l’uso ai suoi bambini (che, in ogni caso, non avrebbero potuto usarle per via delle restrizioni anti covid, ndr.) “Ma non è assolutamente vero, perché i bambini stavano giocando tranquilli sullo scivolo”, ha rimarcato Nicholas.

“Inizialmente volevo procedere con una denuncia – ha aggiunto – ma poi ho desistito perché i poliziotti mi hanno spiegato che sarebbe comunque stata la mia parola contro la sua. Gli hanno però imposto di chiedermi scusa, per quanto non sappia che farmene delle sue scuse…

Fermo restando che, in ogni caso, una simile aggressione non è mai giustificata o giustificabile, Nicholas ha anche precisato che Non ero truccato o vestito in modo particolare o appariscente. Indossavo un maglione nero lungo e aderente, con dei leggins e degli stivaletti e portavo i capelli sciolti”

“Io quasi tutti i giorni debbo subito determinati atteggiamenti, soprattutto da parte di miei coetanei, ma ovviamente non ne scrivo quotidianamente sui social – ha concluso –. Stavolta l’ho fatto perché sono arrivato al punto di esplosione. Ho deciso di scriverne anche per chi, meno forte di me, non ce l’ha fatta a sopportare tutto questo ed è arrivato a togliersi la vita”.

ASTI PRIDE: IN ATTESA DI UNA LEGGE, DENUNCIARE SEMPRE QUESTI EPISODI

In merito al grave episodio si registra anche la pronta presa di posizione dell’Associazione Asti Pride, che in un comunicato scrive:

L’Associazione Asti Pride è in prima linea nel combattere ogni atteggiamento caratterizzato da omo-lesbo-bi-transfobia. Anche per questo che, il 9 marzo, insieme ad altre Associazioni e professionisti del territorio, ha inaugurato la linea telefonica L’ABBRACCIO (3714663204 – attiva ogni martedì dalle 15 alle 16) in collaborazione tra gli altri con Nodo Antidiscriminazione e Centro Anti-Violenza L’Orecchio di Venere.

Apprendiamo dai social network la denuncia di Nicholas in merito ad un presunto attacco transfobico. Motivo per cui ci siamo già attivati nel contattarlo.

In attesa dell’approvazione definitiva di una Legge (purtroppo ora in balia di strategie e veti politici incrociati), la strada maestra è quella di denunciare l’accaduto alle autorità di polizia affinché si possa far luce, chiarezza e giustizia. In questo percorso, non certo facile dal punto di vista personale e burocratico, l’Associazione Asti Pride c’è e ci sarà sempre.

LE PRECEDENTI AGGRESSIONI OMOFOBE

La tragica storia di Miguel

Quanto recentemente accaduto non è, purtroppo, l’unico episodio di intolleranza omofobica accaduto nell’Astigiano. Dove, come sottolineato dallo stesso Nicholas, spesso le persone di diverso orientamento sessuale debbono subire determinati atteggiamenti.

Impossibile dimenticare, ad esempio, il dramma costato la vita a Miguel, diciannovenne ecuadoriano che, quattro mesi dopo aver trovato la forza di denunciare una violenza sessuale a suo danno avvenuta la sera del 30 aprile 2017, si tolse la vita nell’appartamento di via Mameli in cui viveva con la madre e la sorella, che avevamo intervistato in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Asti Pride (CLICCA QUI per rivedere la video intervista)

Una tragica vicenda, che il regista astigiano Gino Caron ha raccontato nel cortometraggio “Essere Lydia”, presentato in anteprima nel luglio scorso nell’ambito del festival torinese “La grande bellezza”.

Linda e Emanuela 'colpevoli' solo di amarsi

L’anno dopo si verificò un’altra brutale aggressione, questa volta a danno di due donne ‘colpevoli’ soltanto di non voler tenere nascosto il loro amore, suggellato da un’unione civile celebrata il 10 dicembre 2016 a Baldichieri, paese in cui vivevano all’epoca.

La sera del 25 febbraio 2018, Linda e Emanuela Pines, all’epoca dei fatti rispettivamente 41 a 50 anni, vennero brutalmente aggredite per futili motivi dal vicino di casa. La vicenda approdò nelle aule di Tribunale (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), ma l’accaduto le segnò così profondamente da decidere di trasferirsi a San Damiano, dove hanno ritrovato la propria serenità.

LA SOLIDARIETA' DEL CONSIGLIERE SPATA E DI MOLTI ASTIGIANI

"Come cittadino e consigliere comunale esprimo la mia solidarietà a Nicholas vittima oggi di un attacco omofobo, nel 2021 mi sembra assurdo dover ancora assistere ad episodi e atteggiamenti di intolleranza", così in una nota il consigliere comunale Giorgio Spata (M5S). E come lui, anche moltissimi lettori stanno esprimendo la propria vicinanza a Nicholas mediante commenti all'articolo linkato sulla pagina Facebook dei colleghi de La Voce di Asti.

Gabriele Massaro

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium