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Attualità | 28 marzo 2021, 12:43

Alba, dopo i rilievi dell’Anac Marengo lascia la presidenza di Apro

L’avvocato e consigliere comunale era stato nominato dal sindaco Bo nel dicembre 2019. Dall’opposizione il ricorso all’authority sulla sua incompatibilità con la carica ricoperta in municipio

Gionni Marengo, avvocato e consigliere comunale albese

Gionni Marengo, avvocato e consigliere comunale albese

Ha infine deciso di passare la mano, il presidente Gionni Marengo, risparmiando all’agenzia formativa albese le lungaggini di possibili strascichi giudiziari e puntando così ad archiviare una polemica politica che si trascina dalla sua nomina, nel dicembre 2019.

Si chiude così, con le dimissioni presentate nelle scorse ore, la vicenda riguardante l’incompatibilità e inconferibilità della carica di presidente Apro all’avvocato e consigliere comunale. A sollevarla era stata l’opposizione di Uniti per Alba, all’indomani della nomina con la quale l’Amministrazione guidata del sindaco Carlo Bo aveva indicato il 54enne legale alla guida dell’istituto professionale fondato nel 1958 da don Giovanni Battista Gianolio nell’incarico fino ad allora ricoperto dal commercialista ed ex assessore comunale (nella prima Giunta Marello) Giovanni Bosticco e prima ancora da Olindo Cervella, l'imprenditore candidato a sindaco per il centrosinistra cittadino nel 2019 e oggi esponente della coalizione che riunisce le quattro forze di minoranza in Consiglio.

Proteste, quelle alla base dell’esposto, che richiamavano il disposto della Legge Severino, là dove la normativa varata nel 2012 dal ministro alla Giustizia del Governo Monti impedisce a un ente pubblico di nominare un proprio amministratore in una sua partecipata, a meno che sia trascorso almeno un anno dal primo incarico. Requisito del quale Marengo non avrebbe goduto nemmeno dimettendosi dalla carica assunta nel maggio 2019 come consigliere comunale eletto nella fila della lista civica Alba Domani (con 103 preferenze personali), giacché vi arrivava dopo un mandato trascorso nella medesima assise, allora coi colori di Forza Italia, e conclusosi nel maggio di quello stesso anno.

Da qui il ricorso che l’opposizione aveva rivolto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che nei giorni scorsi (il nostro giornale lo aveva anticipato qui) aveva giudicato quei rilievi non privi di fondamento, inviando al Comune una notifica di procedimento.    

Ora la decisione di Marengo, che respinge opportunità e fondatezza di quell’iniziativa, contestandone anche il merito, visto che "l’incarico di presidente non prevede una potestà decisionale tale da configurare un possibile conflitto".

"Ho comunque deciso di fare un passo indietro – spiega al nostro giornale – soprattutto per ragioni di buon senso, affinché non debba essere Apro a subire gli effetti di un contenzioso amministrativo di cui sarebbe difficile prevedere le tempistiche. Sarebbe una situazione nella quale perderemmo tutti, e prima di tutti l’istituto. E’ innanzitutto per il bene della scuola che mi faccio serenamente da parte".

La guida dell’agenzia è intanto passata alla vicepresidente Francesca Sartore, che assumerà le veci del presidente fintantoché il Comune non avrà individuato una nuova figura tramite un bando di prossima pubblicazione. 

Ezio Massucco

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