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Attualità | 26 marzo 2021, 15:49

Il Piemonte resterà in rosso. Ma dopo Pasqua scuole aperte fino alla prima media

Il prolungamento del massimo livello di restrizioni era nell'aria, ma ormai parte certo: la nostra regione dovrebbe rimanerci fino al 13 aprile. Dal 6 ritorno in classe per nidi, asili, elementari e prima media

Il Piemonte resterà in rosso. Ma dopo Pasqua scuole aperte fino alla prima media

Il Piemonte resta in zona rossa. Il prolungamento della zona di massima restrizione era nell'aria, ma ormai c'è la conferma: lunedì 29 marzo non ci sarà nessun allentamento e le misure in atto da quindici giorni proseguiranno almeno per un'altra settimana, quando scadrà il decreto attualmente in vigore e la politica di contenimento anti Covid sarà guidata da un nuovo documento.

Secondo Repubblica.it la nostra regione potrebbe restare in rosso fino a martedì 13 aprile. Inoltre fino a inizio maggio dovrebbero sparire la "zone gialle", con tutte le regioni che resteranno in rosso o arancione a seconda dei dati sui contagi.

Anche in zona rossa però, da dopo Pasqua, resteranno aperte le scuole fino alla prima media, attualmente chiuse (e chiuse anche per la prossima settimana). Via libera quindi alla frequenza in presenza di nidi, asili, elementari e prima media. Una decisione presa dal Governo Draghi dopo le polemiche degli scorsi giorni.

In Piemonte resta alta l'incidenza dei nuovi positivi in rapporto alla popolazione: una media di 354 casi settimanali ogni 100mila abitanti, la seconda più alta dopo il Friuli (a 410), mentre è stabilita in 250 la soglia per il passaggio automatico alla zona di massima allerta. Inoltre la pressione sulle strutture ospedaliere è molto elevata (leggi qui e qui). Tutti elementi che hanno sancito la conferma della fascia rossa per la nostra regione.

Massime restrizioni anche settimana prossima quindi per i cittadini piemontesi con limiti alla mobilità, tutte le scuole chiuse e stop a negozi, parrucchieri, centri estetici e naturalmente a bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri.

Un riepilogo infine alla regole. Ecco in sintesi che cosa si può fare e che cosa no:

SPOSTAMENTI

Ogni spostamento dall’abitazione va giustificato attraverso l’autocertificazione, ed è possibile uscire di casa solo per motivi di salute, lavoro e necessità, quindi anche per raggiungere i negozi aperti. Vietato andare da amici e parenti. Sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. Capitolo seconde case: è consentito andare nelle seconde case, anche in altre regione, a patto che lo spostamento sia limitato al solo nucleo familiare e che la seconda casa non sia abitata da altre persone. Il 3-4-5 aprile, per Pasqua, sarà zona rossa in tutta Italia. Sarà però possibile lo spostamento in 2 con minori di 14 anni una volta al giorno in abitazioni di amici o parenti, sempre nel rispetto del coprifuoco, ovvero dalle 5 alle 22.

CHIUSURE

Sospese le attività commerciali al dettaglio, tranne quelle di generi alimentari e di prima necessità così come tabaccai, edicole, farmacie e parafarmacie ma restano aperti anche negozi di giocattoli, elettronica, ferramenta, vivai, librerie e profumerie.
Chiusi bar (asporto fino alle 18) e ristoranti (asporto fino alle 22), parrucchieri, centri estetici e benessere, mercati (salvo le attività di vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici). Rispetto alla zona arancione rafforzata, in particolare vengono chiusi anche negozi di abbigliamento e calzature.

SCUOLE

Tornano in presenza anche in zona rossa nidi, asili, elementari e prima media. Didattica a distanza per le altre classi.

ATTIVITÀ MOTORIA E SPORTIVA

È consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto (parchi e giardini cittadini possono restare aperti). Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, dunque una passeggiata, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Restano sospesi anche gli sport di contatto, tranne quelli all’interno di competizioni sportive d’interesse nazionale.

Redazione

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