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Cronaca | 03 marzo 2021, 16:04

Il pusher gli prese il pc in "garanzia" dei 20 grammi di hashish non pagati, condannato

L'imputato si trovava a processo con l'accusa di lesioni e rapina semplice, assolto per il primo reato il giudice ha riqulificato il secondo in furto

Il pusher gli prese il pc in "garanzia" dei 20 grammi di hashish non pagati, condannato

Era il 2018 quando un ragazzo, parte offesa nel procedimento penale in tribunale a Cuneo, sarebbe stato picchiato e rapinato a Mondovì dal 'pusher' M.S. e un complice per la partita di droga non pagata. Imputati nel procedimento i due ragazzi del torinese, di cui uno ha già definito la sua posizione con il patteggiamento.

Secondo quanto dichiarato dalla vittima,  quella messa a punto, sarebbe stata una vera e propria spedizione punitiva per riscuotere un credito di 290euro (per la quantità dei 20 grammi di hashish ndr) 'in sospeso' che M.S. aveva nei suoi confronti.

In aula stamane l’imputato, M.S. sotto accusa di rapina e lesioni, ha voluto rendere davanti al giudice dichiarazioni spontanee. “Quando siamo arrivati a Mondovì lui è sceso da casa e aveva il cane. Ha avuto un atteggiamento arrogante, diceva che non voleva darmi i soldi. Cercava tante scuse. Abbiamo discusso e poi litigato. Io gli ho dato uno spintone, avevo paura che il cane mi facesse male. Siamo andati lì per parlare. Abbiamo preso il pc come garanzia del credito.  Gli avevo detto che se lui mi avesse pagato io gli avrei restituito il computer”. Per il ragazzo la Procura ha chiesto la condanna.

Di contro la difesa ha richiesto al tribunale la riqualifica del reato di rapina in ‘esercizio arbitrario delle proprie ragioni’, in quanto “quando era stato sentito a sommarie informazioni la vittima aveva dichiarato che il mio assistito gli aveva chiesto di poter entrare per prendere qualcosa di valore in garanzia del credito. Il titolo del credito è configurabile in un prestito fra amici. Per le lesioni di cui parla la parte offesa non ha avuto nemmeno un giorno di prognosi e il medico nemmeno ha avuto la possibilità di medicargli la ferita alla testa”

Il giudice, previa riqualifica del reato di rapina semplice in furto, lo ha condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione oltre al pagamento di 618euro di multa e delle spese processuali; lo ha assolto dall’accusa di lesioni perché il fatto non sussiste.

CharB.

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