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Attualità | 02 marzo 2021, 15:45

Scuole chiuse in zone ad alto contagio? La Granda rischia un generalizzato ritorno alla Dad

Tra le sette sorelle solamente Cuneo in questo momento è al di sotto dei 250 casi per 100mila abitanti che il Governo si appresta a indicare come soglia per il possibile fermo delle lezioni in presenza

Immagine d'archivio

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Decisa dalla cabina di regia del Governo Draghi su indicazione del Comitato Tecnico Scientifico e al centro di un vertice appena concluso tra lo stesso esecutivo e le Regioni, pare ormai scontata tra le misure destinate a entrare nel nuovo Dpcm sulle misure anticontagio la stretta sulle lezioni scolastiche in presenza non soltanto nelle zone cosiddette "rosse", ma anche in quelle aree del Paese caratterizzate da un alto livello di contagio, ovvero in quei territori nei quali il rapporto tra positivi e popolazione superi i 250 per 100mila abitanti.

Il fermo alle lezioni in classe in questi ultimi casi diverrebbe una facoltà, che il Governo attribuirebbe ai presidenti di Regione e ai singoli sindaci, con la costante che la limitazione interesserebbe non più soltanto gli studenti delle superiori, ma anche tutti gli anni delle secondarie di primo grado (medie) e delle primarie, col contestuale passaggio per tutti alla didattica a distanza.

Una condizione che ad oggi coinvolgerebbe buona parte dei Comuni della Granda, dove – come si evince scorrendo i dati sulla diffusione del contagio pubblicati sulla piattaforma quotidianamente aggiornata dalla Regione (https://www.regione.piemonte.it/web/covid-19-mappa-piemonte) – l’incidenza dei positivi sulla popolazione supera in moltissimi casi il limite indicato dai tecnici del Cts come soglia di precauzione in ragione del maggior numero di contagi che in questa terza ondata sta interessando la popolazione minorenne, bambini compresi.

Se i picchi nell'incidenza dei contagi sulla popolazione in questo momento nella nostra provincia sono quelli che si registrano a Castelletto Uzzone (22,9 casi ogni mille abitanti, quindi 2.290 ogni 100.000, quasi dieci volte oltre la soglia), a Rocca Cigliè (14,93), ad Albaretto della Torre (13,39), a Cavallermaggiore (13,25) e a Canosio (12,10), questa condizione non esclude buona parte dei centri maggiori e tutte le sette sorelle, con la sola eccezione di Cuneo.

Se il capoluogo ad oggi risulta infatti escluso da questo novero per pochi decimali (2,10 casi per mille abitanti, contro il 2,5 del livello soglia), mentre scriviamo risulterebbero invece in "zona chiusura" Alba (3,97), Bra (3,37), Fossano (3,43), Savigliano (2,59), Mondovì (4,33) e Saluzzo (2,72), secondo un rapporto che si ripete anche per buona parte dei centri minori.

Come detto, al provvedimento manca ancora il crisma dell’ufficialità, come non è noto quale posizione intenderà assumere in proposito la Giunta del governatore Cirio, ma quello di un possibile ritorno alla didattica a distanza per buona parte delle scuole del Piemonte e della Granda è un rischio che si fa sempre più concreto.

Ezio Massucco

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