/ Agricoltura

Agricoltura | 02 marzo 2021, 07:30

“Sul lupo, dopo anni, la politica ci ascolta: ora, dopo le parole, si passi ai fatti”

Giovanni Dalmasso, ha incontrato, a Torino, il vicepresidente della Regione Carosso. “Consegnato con tutte le nostre richieste, sia per quanto riguarda la gestione e il contenimento del lupo, sia per quanto riguarda i servizi e i sostegni indispensabili per i pastori”

Giovanni Dalmasso e Fabio Carosso

Giovanni Dalmasso e Fabio Carosso

Dopo diverse richieste, ieri, lunedì 1 marzo, il presidente Adialpi, Giovanni Dalmasso, ha incontrato a Torino il vicepresidente della Regione Piemonte – che detiene anche la delega a Montagna, Parchi e Foreste – Fabio Carosso.

Oggetto del “summit”: le problematiche riguardanti gli alpeggi, in particolare la presenza del lupo, dopo le ultime allarmanti predazioni dei giorni scorsi avvenute in molte vallate, anche a bassa quota, e all’interno di cortili nei centri abitati a danno di animali domestici.

Abbiamo illustrato al vicepresidente Carosso – spiega Giovanni Dalmasso – il ruolo fondamentale della pastorizia nella gestione del territorio specialmente in area montana, pedemontana e collinare.

Un servizio svolto solo a fronte dell’applicazione di una corretta gestione pastorale.  

Il ritorno del lupo ha fatto venir meno le condizioni di lavoro che consentano una buona gestione, sia per le conseguenze dirette, sia per riflessi indiretti. A titolo di esempio, il ritorno del lupo ha comportato un aggravio ed un peggioramento delle condizioni di lavoro in un settore in cui è già difficoltoso il ricambio generazionale e la forza lavoro aziendale è in costante contrazione. 

Ha comportato la necessità di dotazioni pastorali e attrezzature, che oltre all’acquisto in sé, in parte rimborsato dalla Regione, necessitano di una continua movimentazione e presenza permanete di personale, non conciliabili con un’assenza diffusa di fabbricati d’esercizio in alpe (o del loro pessimo stato di conservazione) o di infrastrutture e viabilità adeguate.

In assenza di politiche mirate, un costante incremento dei canoni d’affitto legato a distorsioni di mercato a seguito di fenomeni speculativi ha tolto potere economico ai margari rendendo difficile far fronte al costo di manodopera o materiale supplementare e quasi impossibile fare investimenti sulle infrastrutture”.

Per l’Adialpi il lupo è quindi un grave problema che si inserisce in un contesto già molto difficile: alla politica viene chiesto di tutelare la sopravvivenza di questo settore indispensabile per la conservazione del paesaggio alpino.

 “Oggi – continua Dalmasso - abbiamo consegnato a Fabio Carosso un documento che riassume tutte le nostre richieste, sia per quanto riguarda la gestione e il contenimento del lupo, sia per quanto riguarda i servizi e i sostegni indispensabili per centinaia di pastori e margari delle vallate piemontesi.

È inutile prevedere indennizzi o aiuti solo nel caso in cui siano state applicati tutti i sistemi di difesa conosciuti, quando questi sono in molti casi letteralmente impraticabili per via della mancanza di personale oppure mancanza di strade o fabbricati sui pascoli che gravano sulla gestione degli animali e ne rendono quasi impossibile l’applicazione di certi sistemi di difesa.

Abbiamo poi parlato degli indennizzi e ci fa piacere che la Regione, tramite l’Assessorato all’Agricoltura, abbia intenzione di snellire le procedure amministrative per abbreviare le tempistiche di rilevamento e denuncia degli attacchi e di pagamento dei danni.

È necessario però che vengano considerati non solo i danni diretti ma anche quelli indiretti delle predazioni come infortuni, aborti, stress e mancata produzione dei nostri animali.

A tal riguardo abbiamo avanzato la richiesta di poterci confrontare anche con l’assessore Marco Protopapa, sia per la questione indennizzi, sia per quanto riguarda il futuro PSR che dovrà prevedere delle misure per una pianificazione pastorale che consenta di conciliare un corretto utilizzo e mantenimento del pascolo con l’applicazione delle misure di difesa dalle predazioni”.

Mercoledì è previsto un incontro in videoconferenza con tutte le associazioni e organizzazioni del settore e proprio il vicepresidente Carosso: “Ci confronteremo in merito alla massiccia presenza del lupo sul territorio piemontese.

Da parte nostra abbiamo raccolto le testimonianze dei nostri associati e dei rappresentanti delle decine di associazioni e piccoli comitati per la difesa della pastorizia contro la presenza del lupo sparsi in tutto l’arco alpino regionale, dal basso Piemonte sino alle vallate al confine con la Svizzera”.

Il lupo ormai – conclude Dalmasso – ce l’abbiamo sulla porta di casa. Prima le sue vittime erano gli animali selvatici, ora sono quelli domestici e si avvicina sempre più ai centri abitati. Spero di sbagliarmi ma se non interveniamo immediatamente per limitarne la diffusione, tra poco tempo sarà un pericolo anche per l’uomo”.

Un incontro che ha soddisfatto il presidente Adialpi: “Siamo contenti dell’interessamento dell’attuale Giunta regionale sulla questione lupo.

Sino ad ora la politica non ci aveva praticamente mai ascoltato, da anni sosteniamo le stesse problematiche e cerchiamo di far arrivare alle istituzioni la voce degli allevatori: siamo dovuti arrivare all’esasperazione per far capire che la presenza del lupo è un pericolo per la sopravvivenza della pastorizia e per la tutela del territorio.

Speriamo che adesso, dopo le parole, si passi ai fatti”.

 

Ni.Ber.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium