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Politica | 26 febbraio 2021, 12:47

Gribaudo (Pd) sulle barricate: chiede la testa del vicesegretario Pd Andrea Orlando

La deputata dem cuneese alza il tiro in direzione nazionale. Chiama in causa non soltanto la questione femminile, ma la stessa linea politica di Zingaretti e Bettini, troppo appiattita sui 5 Stelle

Gribaudo (Pd) sulle barricate: chiede la testa del vicesegretario Pd Andrea Orlando

Che nel Pd piemontese ci fosse disagio per una gestione troppo “romanocentrica” del partito era risaputo.

Disagio accentuatosi dopo l’esclusione dal governo Draghi di qualsivoglia rappresentanza piemontese.

Ma che l’offensiva all’asse Zingaretti-Bettini partisse da Cuneo è un fatto politico interessante.

Nella direzione nazionale di ieri, Chiara Gribaudo ha sferrato un duro attacco al neoministro del Lavoro Andrea Orlando, chiedendone le dimissioni da vicesegretario nazionale.    

“Ci è stato ripetuto fino allo sfinimento – ha affermato la deputata borgarina, che è vicepresidente del gruppo alla Camera - che la scelta di tre ministri del Pd uomini è stata fatta dal Presidente Draghi. Se il Pd appare all’esterno come un partito che per essere pienamente rappresentato nelle sue personalità più forti abbia soltanto uomini a disposizione, questa ipotesi, a cui tutti ci avete chiesto di credere in questi giorni, a me sembra ancora più grave. Dopo – sottolinea - le cose sono soltanto peggiorate. Passi maldestri di bilanciamento di genere”.

Per Gribaudo, quella di fare tutte le sottosegretarie donne “è stata una proposta offensiva”.

“Nessuna riflessione sui ruoli di vice-segretario. Perché – ha chiesto ai vertici del partito - una vice segretaria donna si è dimessa per evitare un doppio incarico e perché un vice segretario uomo non lo ha fatto e non lo sta facendo?”

“Vorrei - ha aggiunto – che il Pd si impegnasse concretamente perché le battaglie delle donne siano le battaglie del governo e della maggioranza. Ho sentito nominare un comitato appena nato ma non la legge sulla parità salariale, che è già stata votata nel suo testo base all’unanimità in commissione il 4 novembre scorso. Poi fermata. Chiedo il riconoscimento del lavoro del Parlamento, un lavoro di mediazione e fatica ma di avanzamento e chiedo che questa legge, aggiornata e con il parere del governo venga approvata entro 100 giorni. Chiedo il congedo di paternità di quattro mesi nella prossima legge di bilancio e un impegno vero – ha ancora sostenuto - perché la prossima legge elettorale garantisca una vera parità, senza permettere alle pluricandidature di ricreare altra disuguaglianza di genere. Voglio sapere – ha insistito - se queste battaglie delle donne sono le battaglie di tutta la comunità dei democratici e delle democratiche”.

Ma è evidente che il problema di cui è fatta interprete la deputata cuneese va oltre e riguarda, al di là della “questione di genere”, anche la linea politica di un Pd che ha lasciato allo sbando i propri amministratori, impegnati in prima linea in alleanze civiche, per privilegiare un asse coi 5 Stelle.

Gribaudo non ha mai fatto mistero di guardare con imbarazzo ad un accordo strategico coi pentastellati.

E la “giovane turca”, chiedendo la testa di Orlando, ha voluto mandare un  segnale al segretario nazionale del suo partito per ricordargli che  il “Lingotto”,  nella storia della sinistra italiana, è stato altra cosa rispetto ai tatticismi cari ai palazzi romani.

Gpt

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