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Attualità | 26 febbraio 2021, 11:58

Il wedding azzerato dal Covid, in piazza a Cuneo la rabbia di un settore dimenticato: "Ci dicano come e quando ripartire" [VIDEO]

Ristoratori, location, catering, agenzie di viaggio, negozi di abiti per le cerimonie, negozi di bomboniere e articoli per la casa, fotografi, fiorai, parrucchieri, estetiste, musicisti e lavoratori dello spettacolo. Perso in un anno quasi il 90% del fatturato

Il wedding azzerato dal Covid, in piazza a Cuneo la rabbia di un settore dimenticato: "Ci dicano come e quando ripartire" [VIDEO]

"Ho un fazzoletto bianco per asciugarmi le lacrime. E' un disastro. Ho quaranta dipendenti e non ci lasciano lavorare. Chi decide non ha mai lavorato". Sono le parole più dure ascoltate in piazza Galimberti questa mattina a Cuneo. Le ha pronunciate Emilio Rosso, con la figlia Monica, titolari del ristorante e albergo La Ruota di Pianfei, locale che vive soprattutto di cerimonie. 

La sua è una delle voci del mondo del wedding, che stamattina ha manifestato in piazza Galimberti a Cuneo. Un settore ormai fermo da un anno e senza alcuna prospettiva.

"Chiediamo protocolli seri per ripartire in sicurezza. Siamo qui per chiedere risposte per far ripartire un settore che in un anno ha perso fino al 90% del fatturato e che, se non cambia qualcosa, a fine 2021 vedrà migliaia di imprese chiudere", sottoliena Luca Chiapella, presidente di Confcommercio Cuneo, associazione che ha indetto la protesta.

Un matrimonio è un evento che si organizza con almeno un anno di anticipo. Coinvolge ristoranti, location, catering, fiorai, negozi di abiti da sposa e da cerimonia, gioiellieri, negozi che vendono bomboniere e articoli per la casa, agenzie di viaggio, fotografi, musicisti e animatori, acconciatori ed estetiste. Un mondo immenso, migliaia di imprese che da marzo 2020 non hanno risposte e in molti casi non hanno ricevuto nemmeno ristori.

I promessi sposi hanno versato caparre, stanno rimandando le cerimonie, qualcuno è disposto a sposarsi con pochi invitati. Ma non sanno quando lo potranno fare. E' tutto fermo e senza indicazioni che possano far ripartire il settore. Un disastro vero, che muove milioni e milioni di euro, ormai in ginocchio.

Il 26 marzo un'altra manifestazione: "Non ci fermeremo fino a quando non otterremo delle risposte serie, che ci permettano di ricominciare a lavorare".

 

barbara simonelli

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