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Attualità | 22 febbraio 2021, 07:23

Dal 22 febbraio al 22 febbraio: il Piemonte da 365 giorni nella morsa del Covid-19

E' passato un anno esatto dal primo, violento impatto con la pandemia anche nella Granda. Dal paziente Uno ai vaccini, passando per la dad e le code ai supermercati

Dal 22 febbraio al 22 febbraio: il Piemonte da 365 giorni nella morsa del Covid-19

Oggi, 22 febbraio, ricorre un anno esatto. Sembra trascorso un secolo, tanto il "prima" ci sembra così lontano e diverso dal "dopo", dal nostro "oggi".        

E invece era il 22 febbraio 2020 - soltanto lo scorso 22 febbraio - quando per la prima volta anche il Piemonte face i conti con il Covid. Un impatto violento, per una vicenda che fino a qualche settimana prima sembrava "cosa d'altri", limitata alla Cina o comunque a quella fetta di mondo verso Oriente.

In provincia di Cuneo sarà domani, 23 febbraio, la data dei primi accertamenti in ospedale su tre cittadini cinesi residenti a Roreto di Cherasco. Rientrati all'aeroporto di Torine Caselle dalla Cina il 19 febbraio, dopo essere transitati per Mosca, si erano messi in isolamento fiduciario. Ai primi sintomi, il giorno 22, il ricovero al Carle di Cuneo.

Dopo un primo test positivo, il secondo dà esito negativo e i contagi accertati, in Piemonte, scendono da 6 a tre. Un 40enne di Torino e una coppia di Cumiana, legati al ceppo di Codogno.

L'impatto ormai era inevitabile

Dall'individuazione del paziente Uno a Torino, iniziarono i test a tappeto sulle persone che potevano essere state a contatto con lui, tutti negativi. Non lo sapevamo ancora, ma si stava eseguendo il primo tracciamento: una delle tante parole che con il passare dei mesi è entrata nel lessico comune insieme a tamponi, falsi positivi, test salivari. E poi lockdown, andrà tutto bene, virologi, App Immuni, assembramento, seconda ondata, coefficiente Rt, coprifuoco, tampone, mascherina FFP2, Vax, No-Vax e tante altre parole che prima del 2020 ignoravamo e non sentivamo assolutamente l’esigenza di conoscere. Ma soprattutto ricoveri, terapie intensive e morti. 

La situazione è degenerata in fretta. La conta è diventata materia quotidiana, attesa dalle istituzioni e dai privati cittadini come bussola su cosa fare, cosa poter fare e come. In questi giorni i decessi complessivi da quel 22 febbraio così lontano (e così vicino) si aggirano su quota 9200 e Cuneo, così come il resto della regione, ha ormai imparato a fare i conti con i colori, le limitazioni agli spostamenti, i negozi e le attività "non indispensabili", i codici Ateco, le code ai supermercati, il lievito come oro moderno e molto altro ancora.

Arrivederci scuola, dopo il Carnevale l'inizio della Dad

Proprio nei giorni in cui si seppe dei primi contagi, bambini e ragazzi erano a casa da scuola per le vacanze di Carnevale. Era il 23 febbraio quando Cirio annunciò la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Non ci sarebbero tornati più, almeno fino allo scorso mese di settembre. Prima le sanificazioni a tempo di record, poi le istituzioni che gettano la spugna: troppi rischi, tutti a casa. E' il momento della DAD, la Didattica a distanza che ha sconvolto il modo di fare lezione e di apprendere. Un territorio del tutto sconosciuto, cui ci si è dovuti abituare in fretta: sia in termini di tecnologie a disposizione che di competenze.

Febbraio 2020-febbraio 2021

Un anno trascorso senza musica, senza la sua forza aggregante e comunicativa; un anno che ha cambiato le vite di tutti noi.

La speranza nei vaccini

Quello che è davvero cambiato, in questi 12 mesi, è che in meno di un anno la comunità scientifica mondiale è riuscita a trovare un vaccino per contrastare il Covid. Anzi, più di uno, i cui nomi sono ormai noti anche ai meno avvezzi agli ambienti farmaceutici-medicali. Da Pfizer a Moderna, da AstraZeneca a Johnson & Johnson. Al momento i vaccinati in tutta la regione superano quota 300mila. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. Al momento, però, non ce ne sono altre. Nella speranza di lasciarsi tutto questo alle spalle. Presto.

Redazione

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