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Cronaca | 17 febbraio 2021, 11:13

Pagarono il pranzo al ristorante con banconote false: condannati

I due, accusati di truffa, detenzione e messa in circolazione di banconote contraffate, nell’autunno 2018, erano stati coinvolti da un’indagine del comando stazione di Bene Vagienna per alcune perquisizioni

Pagarono il pranzo al ristorante con banconote false: condannati

Si è concluso con una sentenza di condanna il procedimento a carico di C.G. e G.M. in relazioni ai fatti sono avvenuti in un ristorante di Trinità, l'agosto 2018. Quel giorno gli imputati, due allevatori, C.G. e G.M., erano lì a pranzo e la ristoratrice avrebbe ricevuto un pagamento anomalo. I due, in concorso fra loro, hanno dovuto difendersi davanti al Tribunale di Cuneo dalle accuse di truffa, di detenzione e messa in circolazione di banconote contraffatte.

“I titolari dell’osteria vennero a denunciare l’utilizzo di due banconote false da 20 euro usate per il pagamento di un pranzo: i biglietti sono state sequestrati e mandati alla Banca d’Italia.” Nell’autunno 2018, C.G. e G.M. erano stati coinvolti da un’indagine del comando stazione di Bene Vagienna per alcune perquisizioni. A casa di C.G. gli inquirenti trovarono alcune banconote da 20 euro contraffatte, che avevano lo stesso numero seriale di una delle due spese al ristorante di Trinità.

La ristoratrice, sottoposta al riconoscimento fotografico, aveva riconosciuto G.M. ma non C.G. Un maresciallo capo a quel tempo in servizio a Bene Vagienn a aveva riferito che gli uomini nell'autunno 2018, a seguito di segnalazioni di messa in circolazione di banconote false, erano stati sottoposti a controlli: "Nel mese di novembre, a seguito di perquisizioni delegate, sono state rinvenute cinque banconote da 20 euro tutte con lo stesso numero di matricola. Le perquisizioni a carico di C.G. e G.M. sono state effettuate a seguito di truffe su acquisti di gasolio tramite assegni: il gasolio veniva scaricato una volta a casa di G.M. e una volta a casa di C.G.: le persone che hanno presentato querela conoscevano l’identitá dei due soggetti”. 

Il procedimento si è concluso con la pronuncia di una sentenza in primo grado che condanna C.G. a 2 anni e 8 mesi di reclusione e G.M.ad 1 anno e mesi 8 di reclusione con pena sospesa.

CharB.

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