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Scuola e corsi | 16 febbraio 2021, 10:07

"Sono fiduciosa. Al momento nulla lascia pensare alla non riapertura delle scuole"

A dirlo la dirigente scolastica provinciale dottoressa Maria Teresa Furci: "La situazione è diversa rispetto a settembre e ottobre. Sono quasi 4000 i docenti della Granda che si sono prenotati per il vaccino"

"Sono fiduciosa. Al momento nulla lascia pensare alla non riapertura delle scuole"

Dopo quanto accaduto con gli impianti sciistici, con la proroga della chiusura a 12 ore dall'attesissimo 15 febbraio, giorno stabilito per la ripartenza dello sci, è difficile stupirsi ancora di qualcosa.

Per esempio, che le scuole possano non riaprire il prossimo 18 febbraio, dopo lo stop per le vacanze di Carnevale. L'ipotesi circola da giorni e sono in molti a chiederlo, a partire dai sindacati. Virologi e tecnici vorrebbero addirittura il lockdown, perché nemmeno la zona rossa sarebbe sufficiente ad allontanare lo spettro della variante inglese, con una capacità diffusiva che preoccupa e che fa temere per la terza ondata.

La memoria non può che correre ad un anno fa, il 23 febbraio, quando il Piemonte decisa per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado oltre che dell'Università. Sembrava una misura straordinaria. Sappiamo come andò: anno scolastico in didattica a distanza fino alla fine.

Il 18 febbraio riapriranno le scuole, un mese esatto dopo la riapertura delle superiori al 50%. Le primarie e, a fasi, le scuole medie, non sono state coinvolte dallo stop. Che succederà giovedì? Lo abbiamo chiesto alla dirigente scolastica provinciale, la dottoressa Maria Teresa Furci, che si dice fiduciosa.

"Non ci sono segnali né alcuna voce concreta di un non ritorno a scuola il 18, anzi, si parla di un prossimo rientro al 100%".

Al di là delle speranze, spiega ancora la provveditora, ci sono degli elementi concreti. In particolare, la gestione dei casi nelle scuole della Granda da parte dell'Asl, nettamente migliorata rispetto ai mesi di settembre e ottobre scorsi. "Casi ne abbiamo avuti, certo, ma sono stati individuati e gestiti in modo rapido ed efficace, con tracciamenti e messa in isolamento delle classi coinvolte. Senza contare la questione trasporti, che è totalmente diversa rispetto all'inizio dell'anno scolastico".

E, soprattutto, senza dimenticare che da ieri è iniziata la preadesione del personale scolastico, universitario e della formazione professionale alla campagna vaccinale.

"E' su base volontaria ma ho ricevuto tante chiamate e mail di richiesta di informazioni. Credo che l'adesione sarà importante".

Dalla Regione, ieri, i dati delle prenotazioni per la prima giornata di adesione alla nuova fase della campagna. Alle ore 18 erano già state registrate 25.500 doamnde caricate dal personale docente e non docente sul portale www.ilpiemontetivaccina.it

In Granda, nella Cuneo1, ci sono state 2.842 richieste. Nella Cuneo2 989, per un totale di quasi 4000. Le somministrazioni dei vaccini inizieranno venerdì 19 febbraio.

Anche sul fronte del programma "Scuola Sicura" lanciato in Piemonte le cose stanno migliorando. Dopo un iniziale insuccesso dell'adesione degli studenti delle classi seconde e terze medie, scelti per il monitoraggio dei contagi, in Granda inferiore al 10%, l'abbassamento della soglia dal 50% al 25% delle adesioni per consentire la partenza del progetto ha dato i suoi frutti.

Il Piemonte appare quindi ben organizzato sul fronte scolastico. O, comunque, decisamente più pronto rispetto all'avvio dell'anno scolastico a metà settembre del 2020. Ma parliamo di una regione. E le decisioni di stop e chiusure sono nazionali. Potrebbe non bastare. Il precedente dello sci ce lo ha insegnato. 

barbara simonelli

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