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Attualità | 15 febbraio 2021, 10:36

Alba, la birra dal pane tra i progetti Caritas che aiutano gli ultimi

"Antidoti contro la pandemia" dall’organizzazione diocesana di Langhe e Roero, che in un anno ha impegnato più di 200mila euro in favore di singoli e famiglie povere, mentre due progetti sosterrano piccoli esercizi commerciali in difficoltà

L'Emporio della Solidarietà di corso Cillario (archivio)

L'Emporio della Solidarietà di corso Cillario (archivio)

Dalla birra all’aiuto economico, dalle mappature esplorative al cibo biologico. Come la burrasca porta allo scoperto conchiglie sotterranee, la pandemia sembra aver scoperchiato il calderone della creatività solidale e mobilitato geometrie inedite. La Caritas diocesana già nei mesi precedenti al Covid-19 iniziava a dedicare alle persone vulnerabili energie nuove, slegando il concetto di aiuto dall’assistenzialismo e avvicinandolo alla responsabilizzazione dell’utente. Oggi l’intervento solidale assume forme supplementari.

PRIMA E DURANTE LA PANDEMIA
Dal punto di vista finanziario, da agosto 2019 a settembre 2020 la Caritas albese aveva speso oltre 214mila euro per il supporto di individui e famiglie in condizione di fragilità socioeconomica o abitativa. La sola attività dell’Emporio Solidale aveva riguardato nell’ultimo anno un totale di 1.304 utenti per un corrispettivo di 437 famiglie povere - in gran parte con Isee inferiore ai 6mila euro. Oggi l’Emporio si sta trasformando in un vero e proprio centro di informazione, socializzazione e formazione. A tutto questo si aggiungono le attività dei Centri di ascolto, del Centro di prima accoglienza di via Pola che ospita i senzatetto.

LA RETE COME ANTIDOTO ALL’INDIVIDUALISMO
Lavorare in rete diventa unico antidoto al tempo dell’individualismo e dell’auto-referenzialità. Spiega il direttore della Caritas diocesana, Don Mario Merotta: “Teniamo molto al concetto di 'apertura': la Caritas oggi tenta di costruire i suoi movimenti all’interno di una rete, chiedere aiuto, collaborando e interagendo continuamente. Stiamo tentando di applicare questa filosofia a partire dal territorio, nella relazione con interlocutori cruciali come il Consorzio socio assistenziale Alba Langhe e Roero, lavorando in modo collegiale e mettendo a disposizione reciproca le informazioni relative ai singoli utenti”. In questi nuovi schemi filosofici e operativi, nuovi progetti hanno iniziato ad acquisire forma, sparpagliandosi nel territorio e funzionando da agente protettivo e antidoto dal punto di vista sociale ed economico.  
IL PROGETTO PRESIDIO
Il primo progetto riguarda un’operazione di lettura, di conoscenza di mondi altrimenti sfuggevoli. “Stiamo realizzando un monitoraggio all’interno del territorio della Diocesi albese: una vera e propria esplorazione della popolazione 'invisibile costituita dai lavoratori stagionali e ai braccianti agricoli. Queste persone sono portatrici di bisogni variegati, economici e sociali, culturali e linguistici”.
Sono le parole di Arca Maria Sgarro: di origini pugliesi, vive a Torino ed è responsabile del progetto Presidio Cuneo Covid-19, che prevede una mappatura del territorio per individuare i bisogni e le urgenze su cui lavorare. In particolare saranno gli immigrati stagionali a rappresentare l’oggetto di attenzione. Il progetto è stato avviato in collaborazione con la Caritas di Cuneo e Saluzzo.
Prosegue Sgarro: “Viaggiamo costantemente, incontrando le persone e dialogando con loro. L’obiettivo è creare una rete per facilitare la collaborazione allargata sul territorio. Presidiamo luoghi come i supermercati, la mensa di via Pola o altri spazi frequentati dai migranti. Abbiamo incontrato molti ragazzi giovani, soprattutto africani. Chiediamo loro come stanno e se stanno lavorando, quanto vengono pagati. Puoi trovare anche chi ti chiude le porte in faccia o chi rifiuta il contatto, ma molti sono ben predisposti: essendo soggetti fragili accettano volentieri un aiuto. Il nostro lavoro non punta a fornire assistenzialismo, ma restituire all’uomo la propria dignità”.

IN VINO VERITAS, IN BIRRA CARITAS
Il secondo progetto è un lavoro da artigiano. Verrà prodotta birra nei locali di un birrificio albese a partire dal pane raffermo raccolto dall’Emporio Solidale. Spiega Don Mario Merotta: “Il prodotto finale verrà regalato ad alcuni esercizi commerciali, che a loro volta potranno rendersi disponibili all’inserimento lavorativo di persone bisognose. Il progetto si chiama 'In vino veritas, in birra Caritas' e grazie alla disponibilità dell’Università del Gusto di Pollenzo è stato attivato un corso formativo per più di 20 persone in difficoltà economica e che cercano lavoro: il percorso è gratuito e include sia una parte pratica che teorica legata alla produzione della birra".

"RIPARTIRE INSIEME"
“Ripartire insieme” è un progetto finanziato dalla banca Cassa di Risparmio di Asti e già avviato durante l’emergenza sanitaria, prevedendo l’erogazione di un contributo di 2mila euro a circa dieci esercizi commerciali nel territorio diocesano – e la parallela consegna di “buoni spesa” per agli utenti della Caritas da spendere negli stessi negozi in difficoltà. La prima sessione di finanziamenti ha superato i 150mila euro, oggi il progetto riparte per una seconda fase. Con l’iniziativa Alleanza 2.0, invece, in collaborazione con la Fondazione Crc, la Caritas metterà a disposizione un contributo ad aziende o famiglie in difficoltà economica a causa della pandemia.

PAPPA REALE
Un altro progetto si chiama “Pappa Reale – il cibo buono fa bene a tutti”, ed è realizzato all’interno dell’Emporio Solidale in corso Piera Cillario. Circa cento piccoli produttori agricoli locali in collaborazione dell’“Alveare dice sì!” di Alba e Agrispesa, renderanno disponibili sugli scaffali dell’Emporio prodotti a “chilometro zero”, sani e genuini.
"Una possibilità di acquisto che contribuisce al miglioramento delle condizioni di salute e all’educazione alimentare delle famiglie meno abbienti", spiega Merotta, “fornendo un aiuto ai piccoli produttori locali che, soprattutto dopo la chiusura dei mercati a causa del Covid,  attraversano un periodo di riduzione del fatturato. Inoltre, la nuova tipologia di prodotto consentirà di lavorare per un cambiamento nella mentalità - molto diffusa - che chi è più povero debba accontentarsi dello scarto della filiera di produzione”.

Comunicato stampa

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