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Attualità | 11 febbraio 2021, 16:28

Nella Centrale del 112 di Saluzzo, dove in un anno si gestiscono 2milioni e 600mila chiamate (FOTO)

Il bilancio dell’attività nella Giornata europea del Numero unico per le emergenze, il 112: 14mila chiamate al giorno nei primi picchi dell’emergenza Covid. All’interno della Centrale la visita dell’assessore Icardi, accolto dal direttore Walter Occelli: “Utilità di questa struttura dimostrata dai numeri. Qui si svolge un’azione importantissima”

Le iniziative per la Giornata europea del 112 di oggi, a Saluzzo

Le iniziative per la Giornata europea del 112 di oggi, a Saluzzo

L’11 febbraio ricorre la Giornata europea del Numero unico per le emergenze, il 112.

E, come ormai da tradizione, la ricorrenza è l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività del 112 in Piemonte. Ed è così che, questo pomeriggio (giovedì), a Saluzzo è giunto l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi. Saluzzo ospita infatti una delle due Centrali uniche di risposta del Nue 112 (l’altra si trova a Torino). Da qui vengono gestite le richieste di soccorso di tutto il Piemonte, escluso Torino e provincia.     

Icardi ha preso parte all’iniziativa, intitolata “Sirene amiche - La conoscenza che salva la vita”, nata con lo scopo di richiamare l’attenzione sul corretto utilizzo del Numero unico di emergenza oltre che sul funzionamento strategico della Centrale unica di risposta.

L’assessore ha preso parte ad un tour, trasmesso in diretta Facebook, nella Centrale unica di risposta, guidato dai professionisti del settore, alla scoperta del funzionamento della Cur e dei numeri che ne contraddistinguono l’attività.

Insieme a lui, il direttore della Centrale, Walter Occelli, il prefetto di Cuneo, Patrizia Triolo, il consigliere regionale Paolo Demarchi, il sindaco Mauro Calderoni, il vicesindaco Franco Demaria, il commissario straordinario per l’emergenza Covid Giuseppe Guerra, il direttore generale dell’Asl Cn1 Salvatore Brugaletta, il capitano Giuseppe Beltempo, comandante della locale compagnia dei Carabinieri, Luigi Silimbri e Simona Garrone, direttore e coordinatore gestionale dell'emergenza sanitaria 118 di Cuneo.

Una giornata simbolo – le parole di Occelli – in una delle due Centrali uniche di risposta del Piemonte, insieme anche alle due postazioni remotizzate di Aosta. Qui, abbiamo gestito, nei primi picchi di chiamate legate all’emergenza Covid, 14mila telefonate al giorno. Numeri che poi hanno portato a definire un numero verde di supporto”.

Il 2020 per la Centrale unica di risposta di Saluzzo si è tradotto in 2milioni e 600mila contatti telefonici. Di questi, 600mila sono state “chiamate abbandonate”, come vengono definite in gergo: si tratta, nel 98% dei casi, di utenti che, sentito il messaggio registrato, hanno deciso di interrompere la comunicazione.

Delle restanti chiamate, 1milione e 100mila chiamate si sono rivelate vere e proprie emergenze e, dopo l’analisi dell’operatore, sono state passate alla centrale operativa di secondo livello (Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia). 900mila chiamate, invece, sono state trattate dagli operatori e non dichiarate emergenze: “Abbiamo fornito informazioni – ha spiegato Occelli – senza passarle a Enti di secondo livello”. Un dato non di poco conto: ciò significa che, in un anno, le centrali operative di 118, pompieri e Forze dell’ordine, sono state sgravate di un’ingente mole di chiamate, pari quasi a 1milione.

Vengono mantenuti gli altri numeri di soccorso (113, 115, 118): la chiamata viene infatti ribaltata sul 112, che – come ricordato – si può comporre indipendentemente dalla disposizione di credito telefonico o dalla presenza della scheda SIM nel telefono. Unico requisito: serve copertura telefonica. Una maggiore accessibilità dettata dal miglioramento della legislazione europea, che ha definito anche come non si debba avere copertura del proprio operatore telefonico per contattare il 112, ma come invece basti la presenza di campo di qualsiasi operatore.

Utile anche il servizio multilingue, con la possibilità di tradizione simultanea della chiamata (e della risposta dell’operatore) in 14 lingue diverse: un supporto che perdura anche nel passaggio con la centrale di secondo livello.

Le tempistiche: a Saluzzo, in media, gli operatori rispondono in 4 secondi, gestiscono la chiamata in 54 secondi e la trasferiscono ad altri Enti in 26 secondi. Totale: 1 minuto e 24 secondi. “Performance non indifferenti” ha aggiunto Occelli, che poi ha lasciato spazio ad una simulazione di chiamata, affidata alla coordinatrice Elisa Dalmasso e al referente Gianluca Bocca.

È stata simulata una chiamata per incidente, stradale, con la presenza di feriti, e con la localizzazione attraverso SMS: sul cellulare del chiamante viene inviato un link che permette all’operatore di centrale la precisa localizzazione dell’utente. Una chiamata difficoltosa, proprio per il passaggio della localizzazione, “chiusa” in un minuto e 24 secondi. “Un ottimo standard di qualità”.

Abbiamo la possibilità, in questo caso – ancora Occelli – di inoltrare la chiamata all’emergenza sanitaria, in quanto c’è la presenza di feriti, ma anche di inviare la scheda ‘per conoscenza’ ai Vigili del fuoco, che permette loro di essere preallertati per avere più dettagli nel momento in cui verrà richiesto il loro supporto”.

L’utilità di questa struttura – ha ancora detto Icardi - è dimostrata dai numeri. Oltre il 40% delle telefonate vengono filtrate, valutate e non ritenute necessarie di inoltro al secondo livello. Così facendo abbiamo tutte le centrali di secondo livello sollevate da un grandissimo lavoro, svolto invece dal Nue, che permette di tenere anche le linee più libere. Un’azione importantissima.

Così come importantissima è l’accessibilità al 112 garantita anche attraverso le App gratuite, come Flagmii, che permettono l’interfaccia anche con utenti non udenti. Un lavoro a 360 gradi, per garantire l’accesso al 112 a chiunque, in qualunque condizione”.

Nicolò Bertola

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