È stata la prima volta in Piemonte e in pochi altri casi in Italia. Nei giorni scorsi all'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo è stato eseguito un intervento di chirurgia cardiovascolare ad alta complessità con la nuova procedura “Impella”: una pompa che raccoglie il sangue dalla camera principale del cuore e lo inietta nell’aorta.
Il paziente era positivo al Covid, con entrambi gli arti inferiori amputati e con un quadro cardiologico particolarmente compromesso. L’intervento è perfettamente riuscito e il paziente è tornato a casa con dosi di farmaci diminuite rispetto alla quantità che assumeva prima del ricovero.
Le testimonianze
Roberta Rossini, primario di Cardiologia: “L' intervento ad alta complessità è riuscito grazie alla collaborazione multidisciplinare di tutti gli specialisti che lavorano presso il dipartimento 'Emergenze ed aree critiche' diretto dal dottor Alessandro Locatelli”.
Giorgio Baralis, Cardiologia interventistica: “Il paziente aveva una grave disfunzione del ventricolo sinistro ed era dipendente da un'unica coronaria gravemente malata. Abbiamo inserito un sistema per l'assistenza del ventricolo sinistro che si chiama Impella e che consistein una pompa che raccoglie il sangue dalla camera principale del cuore e lo inietta dentro l'aorta. Il paziente è stato dimesso con una quantità di farmaci decisamente inferiore rispetto a quanto assumeva prima del ricovero in ospedale”.
Massimo Maione, primario Chirurgia vascolare: “Il paziente era biamputato e compromesso dal punto di vista vascolare, in quanto già sottoposto a precedenti interventi . Il chirurgo vascolare ha una certa esperienza di navigazione in accessi arteriosi di cattiva qualità, oltre a procedere materialmente all'isolamento chirurgico dell'arteria che è stata poi la strada per introdurre questo nuovo sistema”.
Carla Vallato, anestesista: “L'intervento è stato complicato anche dal fatto che il paziente fosse Covid positivo e quindi è stato necessario adottare i presidi di protezione del personale in sala ibrida e tutti i percorsi protetti per il paziente, sia prima che dopo l'intervento”.