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Attualità | 20 gennaio 2021, 11:37

"La parola di Dio non è in lockdown": il messaggio del vescovo di Alba per la giornata voluta da Papa Francesco

Monsignor Marco Brunetti si rivolge alla comunità diocesana albese invitandola a celebrare l’appuntamento in calendario per il 24 gennaio

Il vescovo di Alba Marco Brunetti (Foto di Barbara Guazzone)

Il vescovo di Alba Marco Brunetti (Foto di Barbara Guazzone)

Stiamo vivendo un tempo di pandemia e la nostra vita è segnata dal lockdown, ma non per questo la parola di Dio è incatenata. Monsignor Marco Brunetti si rivolge alla comunità diocesana di Alba, invitandola a celebrare la Giornata della Parola del 24 gennaio nel modo più appropriato, pur tenendo conto delle disposizioni sanitarie.

«Si possono chiudere le chiese – ha commentato il vescovo di Alba – non zittire la Parola. Questa continua a essere una guida, un aiuto a vivere il presente momento storico. Molti, in occasione del primo lockdown, hanno toccato con mano che la preghiera personale e la meditazione della Parola hanno tenuto viva la fede e il rapporto con Dio». Pertanto «facciamo il possibile per non far cadere quanto abbiamo costruito» ed è doveroso «dare il giusto risalto alla Parola e richiamare il significato della festa nell’omelia, in tutte le nostre comunità parrocchiali». E ancora: «Il Vangelo non è solo per noi; è per il mondo. Dobbiamo metterlo a disposizione, cercare di condividerlo. A questo siamo tutti chiamati, in forza del battesimo. E allora spazio alla fantasia».

Voluta fortemente da papa Francesco, la Giornata della Parola, già alla sua seconda edizione, si celebra nella terza domenica del Tempo ordinario, che quest’anno cade il 24 gennaio.



IL MESSAGGIO DEL VESCOVO DI ALBA
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE
DELLA PAROLA DEL 24 GENNAIO 2021


La Parola non è in lockdown

Carissimi sacerdoti, diaconi e fratelli e sorelle,
    la pandemia che condiziona tutta la nostra vita incide sulla vita ecclesiale. Anche per la celebrazione della prossima Domenica della Parola, in diocesi ci atterremo al Comunicato della Conferenza episcopale italiana che raccomanda di rispettare le vigenti norme sanitarie nel programmare le varie iniziative.
    Non sarà dunque possibile ripetere la bella esperienza dello scorso anno, con l’incontro di tutti i gruppi biblici della diocesi ad Altavilla, ma cercheremo di celebrare la festa nelle nostre parrocchie, nei nostri gruppi e – perché no? – anche nelle nostre case, in famiglia.
  Allo slogan della celebrazione: «Tenendo alta la Parola di vita» (Fil 2,16) andrebbe associato il grido della Seconda lettera a Timoteo: «Ma la Parola di Dio non è incatenata!».
    Si possono chiudere le chiese, non zittire la Parola. Questa continua a essere una guida, un aiuto a vivere il presente momento storico.
    Molti, in occasione del primo lockdown, hanno toccato con mano che la preghiera personale e la meditazione della Parola hanno tenuto viva la fede e il rapporto con Dio.
    Per riscoprire l’importanza della Parola serve la teologia, la quale insegna che, dopo la risurrezione, Cristo continua a essere presente in mezzo a noi non solo nell’Eucaristia, ma anche nella Parola e nel volto delle persone, in particolare dei poveri.
    Teologicamente dunque, la Domenica della Parola ha la stessa importanza del Corpus Domini, come ci insegna la Costituzione conciliare Dei Verbum che abbiamo meditato lo scorso anno nell’incontro diocesano.
    Cominciamo anche a pensare come dare attuazione pratica al motu proprio di papa Francesco sul lettorato e l’accolitato, ministeri laicali istituiti per uomini e donne.
    Come suggerito dall’Ufficio liturgico, credo sia doveroso, in questa domenica, dare il giusto risalto alla Parola e richiamare il significato della festa nell’omelia, in tutte le nostre comunità parrocchiali. Sarebbe importante incoraggiare i gruppi biblici di adulti, ma in questi mesi è molto difficile programmare incontri. A differenza dei giovani, non tutti siamo ancora abituati a incontrarci sui social. Non facciamone un problema, ma facciamo il possibile per non far cadere quanto abbiamo costruito. Grazie a Dio, so che in molti casi non si è interrotta la lettura-meditazione personale guidata dei testi sacri. Questa è la cosa più importante, che mi preme lodare e incoraggiare. Sarebbe anche molto bello che gli animatori dei gruppi – preti o laici – tenessero vivo il contatto, ad esempio mandando a tutti un augurio di Buona Festa!
    Ultimo richiamo: il Vangelo non è solo per noi; è per il mondo. Dobbiamo metterlo a disposizione, cercare di condividerlo. A questo siamo tutti chiamati, in forza del battesimo. E allora spazio alla fantasia. Possiamo usare anche i social, purché con buon gusto e profondo rispetto: non servono prediche, ma un giudizio diverso sulle persone e sugli avvenimenti. Abbiamo tutti bisogno di più fiducia e più ottimismo. Dalla Bibbia possiamo attingere fiducia a piene mani, a volte basta leggere un salmo ogni giorno, o un brano di Vangelo. Si può fare la lettura continuativa di un Vangelo oppure seguire le letture del giorno.
    Questo può davvero aiutare a rendere più serena la nostra vita umana e spirituale.
    Con la speranza che questa Domenica della Parola trovi accoglienza vera in tutta la nostra comunità diocesana, vi affido a Maria che ha custodito il Verbo, come Arca della nuova alleanza.
    Vi benedico.

Alba, 15 gennaio 2021
S. Mauro Abate

† Marco, vescovo

C. S.

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