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Politica | 19 gennaio 2021, 10:01

Così le elezioni politiche ed europee dal 2013 al 2019 in Granda

Numeri e percentuali che documentano la volatilità del voto anche nel Cuneese, territorio che per circa mezzo secolo aveva avuto una sostanziale stabilità politica. Che succederebbe se si votasse a stretto giro di posta?

Così le elezioni politiche ed europee dal 2013 al 2019 in Granda

Dopo la fiducia incassata ieri alla Camera dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si attende per oggi – in un clima di maggior incertezza - l’esito del voto al Senato.

Da questo dipenderà il futuro del governo dopo che Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, ha ritirato la propria delegazione ministeriale.

A prescindere dal destino di Conte, nessuno sembra al momento ritenere verosimile il ritorno alle urne, non fosse altro per la pandemia in corso, tuttavia quella del voto anticipato (entro giugno) è una delle ipotesi sul tappeto.

Abbiamo messo a confronto le ultime elezioni a valenza politica, senza cioè considerare le consultazioni amministrative (comunali e regionali), perché – a nostro sommesso parere – queste richiedono una diversa chiave di lettura.

Prendiamo dunque in esame le elezioni politiche nazionali del 2013 e 2018 e quelle europee del 2014 e 2019, limitandoci ai dati della provincia di Cuneo.

LEGA

Alle politiche 2013 la Lega aveva ottenuto il 7,25%; alle europee dell’anno successivo (2014) il 10,30%; alle politiche 2018 il 27,40%; alle europee 2019 il 43,94%.

Numeri che indicano un trend in forte crescita e documentano come nel Cuneese il Carroccio sia oggi il primo partito con netto stacco sugli altri.

MOVIMENTO 5 STELLE

Il Movimento 5 Stelle è passato dal 26,32% delle politiche 2013 al 9,59% delle europee 2019. Alle europee 2014 aveva ottenuto il 18,20% e alle politiche 2018 una percentuale oscillante tra il 22,36 % (collegio camerale di Cuneo) e il 23,11% (collegio di Alba). Un calo consistente, dunque, che dice come l’apice sia stato raggiunto alle politiche 2013 e che, da quella data in poi, i consensi siano andati calando fino a precipitare, alle ultime europee al di sotto del 10% (9,59% per l’esattezza).

FORZA ITALIA

Forza Italia nel 2013 era stato il partito trainante di quello che allora si chiamava “Pdl” e che nella Granda aveva ottenuto il 19,60%. Alle europee 2014 FI era scesa al 18,20% ; alle politiche 2018 al 13,53% e alle ultime europee (2019) ha registrato un’ulteriore emorragia che l’ha portata sotto la soglia del 10% (9,80%).

FRATELLI D’ITALIA

Fratelli d’Italia ha avuto nel Cuneese un trend di crescita più modesto che altrove. Alle politiche 2013 il 4,44%; alle europee 2014 il 5,8%; alle politiche 2018 il 4,80% e alle europee 2019 il 6,05%.

PARTITO DEMOCRATICO

Il Partito Democratico la miglior performance elettorale, mai ottenuta da una forza politica di centrosinistra nella Granda, l’aveva ottenuta alle europee del 2014 quando segretario era Matteo Renzi. Con il 36,6% il Pd era risultato il primo partito nella Granda. Alle politiche 2013 aveva avuto il 20,37%; alle politiche 2018 il 18,30%; alle europee 2019 il 20,14%.

Irrilevanti, ai fini dell’analisi che ci siamo prefissi, i consensi ottenuti dalle forze politiche minori, alcune delle quali per altro ora scomparse dalla scena politica.  

 
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Ai numeri e alle percentuali dei partiti aggiungiamo ancora l’elenco di deputati e senatori espressi nella nostra provincia.

Sono 8 i parlamentari cuneesi eletti alle ultime politiche del 2018: 5 deputati e 3 senatori.

Nei due collegi uninominali della Granda alla Camera: Flavio Gastaldi (Lega, Cuneo-Saluzzo-Savigliano) ed Enrico Costa (allora Ncd, Alba-Mondovì-Fossano).

In quello al Senato, che ricomprendeva i Comuni dell’intera provincia, Marco Perosino (Forza Italia).

Nel collegio plurinominale del Piemonte 2 alla Camera: Fabiana Dadone (5 Stelle, attuale ministro della Pubblica Amministrazione), Chiara Gribaudo (Pd) e Monica Ciaburro (FdI, subentrata a Guido Crosetto).

Al Senato, sempre nel collegio plurinominale, Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Mino Taricco (Pd).

 

Se si votasse a stretto giro di posta, a quali forze politiche i cittadini-elettori della Granda indirizzerebbero oggi la loro preferenza?

E quanti sarebbero i parlamentari cuneesi dopo il taglio confermato dal referendum costituzionale?

Giampaolo Testa

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