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Attualità | 18 gennaio 2021, 16:22

In Langhe e Roero superati i 4mila vaccinati. Da oggi via coi richiami

Il farmaco Pfizer già arrivato a 2.300 sanitari e a 1.800 tra ospiti e operatori di Rsa. A ventuno giorni dal V-Day di fine dicembre oggi l’Asl Cn2 è intanto tornata a "La Residenza" di Rodello per dare il via alla serie delle secondi dosi in ospedale e case di riposo

Il dottor Enzo Abrigo, direttore sanitario della Residenza di Rodello, riceve la prima dose di vaccino arrivata sul territorio di Langhe e Roero

Il dottor Enzo Abrigo, direttore sanitario della Residenza di Rodello, riceve la prima dose di vaccino arrivata sul territorio di Langhe e Roero

Quattromilacentosei. Tante le dosi di vaccino anti Covid somministrate sino ad oggi dall’Asl Cn2, che per la precisione ha inocolato il ritrovato Pfizer-BioNTech a 2.314 propri dipendenti e a 1.792 tra ospiti e personale di quaranta case di riposo del territorio.

Proprio oggi, lunedì 18 gennaio, trascorsi ventuno giorni dal V-Day del 27 dicembre, in tutta Italia sono intanto partite le operazioni di richiamo.

Gli addetti dell’Asl langarola hanno quindi fatto ritorno a La Residenza di Rodello, una delle sette case di riposo piemontesi scelte per ospitare la prima giornata di vaccinazioni organizzata in contemporanea in tutta Europa.

Da qui – dove il direttore sanitario della struttura, il dottor Enzo Abrigo, fu il primo vaccinato di tutto l’Albese – partirà la somministrazione delle secondi dosi a quanti, nei ricoveri come in ospedale, hanno finora ricevuto il farmaco BNT162b2.

Nel frattempo anche il Piemonte si prepara a fare i conti con l’annunciata diminuzione delle dosi in arrivo dalla multinazionale farmaceutica.
Secondo quanto annunciato, anche per la nostra regione si profila un taglio consistente, dalle 50.310 dosi attese a 44.460, con una riduzione pari all'11,6%. Un cambio di programma che rischia di fare slittare la vaccinazione delle persone con più di 80 anni, mentre il commissario straordinario Domenico Arcuri minaccia la possibilità di un contenzioso.

Sperando che entro un mese o poco più si torni alle forniture standard, come Pfizer si è impegnata a fare, peggio è comunque andata ad altre regioni italiane. Non cambia nulla per l'Abruzzo, la Basilicata, le Marche, il Molise, l'Umbria e la Valle d'Aosta. La Calabria da 15.210 ne avrà 9.360 (-38,4%); la Campania da 43.290 ne avrà 38.610 (-10.8%); l'Emilia Romagna 26.910 invece di 52.650 (-48,8%); il Friuli Venezia Giulia 7.020 da 15.210 (-53,8%); il Lazio 38.610 da 51.480 (-25%); la Liguria 18.720 dalle 21.060 previste (-11,1%); la Lombardia 70.200 invece di 95.940 (-26,8%); la Provincia autonoma di Bolzano 3.510 invece di 8.190 (-57,1%); la Provincia autonoma di Trento 2.340 anziché 5.850 (-60%); la Puglia 18.720 invece di 30.420 (-38,4%); la Sardegna ne avrà 7.020 invece delle 14.040 previste (-50%); la Sicilia 37.440 anziché 49.140 (-23,8%); la Toscana 18.720 e non più 29.250 (-36%), il Veneto da 46.800 a 22.230 (-52,5%).

Ezio Massucco

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