Attualità - 09 dicembre 2020, 13:04

Sciopera il pubblico impiego, la protesta tra i sanitari di Verduno

Al nuovo ospedale di Alba e Bra una manifestazione limitata a una trentina di infermieri e Oss oggi liberi dal lavoro in reparto. "Non parliamo solo di soldi e contratto, vogliamo una riforma che coinvolga i lavoratori e riconosca il merito"

Picchetto questa mattina all'ingresso del nuovo ospedale

Ha toccato anche l’ospedale "Michele e Pietro Ferrero" di Verduno lo sciopero generale del pubblico impiego indetto per oggi (mercoledì 9 dicembre) dalle principali sigle della funzione pubblica.

"Rinnoviamo la Pubblica Amministrazione" lo slogan fatto proprio dai sindacati che rappresentano i circa 3 milioni di lavoratori impegnati nella sanità, nella scuola, nei trasporti, negli enti locali, nei ministeri e nelle agenzie fiscali, per un’astensione dal lavoro che, salvaguardando i servizi essenziali, coinvolge anche gli operatori di polizie locali, vigili del fuoco e polizia penitenziaria.

Articolato il panorama delle rivendicazioni avanzate al ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, che nell’incontro in programma domani, giovedì, coi referenti delle numerose sigle di settore si dovrà confrontare non soltanto su rinnovi contrattuali e riconoscimenti economici, ma anche su quelle che i rappresentanti dei lavoratori indicano come l’urgente necessità di nuove assunzioni, di misure utili a risolvere l’eterno problema del precariato e della sicurezza delle categorie maggiormente esposte e provate da questi mesi di emergenza sanitaria.  

Richieste particolarmente sentite dagli operatori della sanità, che al Governo chiedono di intervenire per rinnovare in modo profondo un settore fortemente provato dall’emergenza che da mesi tiene in scacco gli ospedali e il Paese.

Secondo i sindacati sono una trentina gli infermieri e Oss che questa mattina hanno partecipato al picchetto organizzato di fronte all’ingresso del nuovo ospedale di Verduno.
"Molti lavoratori ospedalieri non hanno potuto aderire – spiega il segretario provinciale della funzione pubblica Uil Giovanni La Motta – per non pesare ulteriormente sulla già difficile situazione in cui versa la struttura, da quasi due mesi tornata a combattere una dura battaglia contro il nemico Covid. Per questo chi anche a Verduno oggi ha manifestato con noi lo ha fatto utilizzando la propria giornata di riposo o facendosi sostituire".

"Si tratta –
prosegue il sindacalista – di un doveroso senso di responsabilità, che non toglie peso a rivendicazioni che non riguardano solamente la sfera economica, come ritenuto erroneamente dal ministro Dadone, ma anche e soprattutto l’urgenza di mettere mano a misure di riorganizzazione e sicurezza, con nuove assunzioni e un vera soluzione al tema del precariato, mettendo mano nel alle discrasie che anche in questo settore creano inaccettabili discriminazioni tra dipendenti dello Stato e degli enti locali. Quella che chiediamo è una riorganizzazione pregnante, che coinvolga i lavoratori e riconosca il merito. Si tratta di argomenti rispetto alle quali non è più possibile voltarsi dall’altra parte, noi non lo possiamo permettere".

Ezio Massucco