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Politica | 08 dicembre 2020, 08:32

Ipotesi voto anticipato: dopo il taglio dei parlamentari, incognita sistema e collegi elettorali

Ore di intensa fibrillazione tra le forze di governo. Probabilmente all’ultimo verrà trovato un compromesso. Tuttavia, l’eventualità di un voto a stretto giro di posta, considerata la complessità del momento, pone interrogativi cui nessuno oggi sa dare una risposta

Ipotesi voto anticipato: dopo il taglio dei parlamentari, incognita sistema e collegi elettorali

È verosimile che non succeda nulla, al di là del clamore mediatico di queste ore, poiché ad avere la meglio sarà, forse più della constatazione della drammaticità del momento, l’istinto di sopravvivenza dei protagonisti, cioè i parlamentari.
Tuttavia, le fibrillazioni che caratterizzano in queste ore i rapporti tra le forze politiche che sostengono il governo Conte non sono mai state così alte.

È nel Movimento 5 Stelle che si registrano le maggiori tensioni, ma anche da Italia Viva vengono aut aut al Presidente del Consiglio sulla cabina di regìa del Recovery Fund.
I rispettivi capi politici, Vito Crimi per il M5S, e Matteo Renzi per Iv, assicurano che alla fine una quadra si troverà.

Certo è che se mercoledì il governo dovesse andare sotto al Senato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha già ribadito che non c’è altra via che il ritorno alle urne.

Anche il percorso delle elezioni anticipate, dopo il referendum che ha visto il taglio di deputati e senatori, non appare comunque agevole.
Resta infatti da capire – e non è un dettaglio - con quale sistema di votazione e con quali collegi si dovrebbe tornare alle urne.

Il dato certo è che la riduzione del numero dei parlamentari è diventata certezza dopo il referendum costituzionale, ma ancora non c’è una nuova legge elettorale.
In caso di repentino ritorno alle urne resterebbe dunque in vigore il vecchio sistema elettorale.

Per quanto riguarda i collegi è pensabile che l’ipotesi approntata dallo staff tecnico della Commissione Affari Costituzionali e approvata dal Consiglio dei Ministri una decina di giorni possa venire adottata in caso di eventuali elezioni politiche a stretto giro di posta?

Ricordiamo che la provincia di Cuneo, in questa che è qualcosa di più di una semplice bozza, viene spezzata.
Alla Camera sono previsti due collegi uninominali: uno che comprende Cuneo, Saluzzo, Savigliano, Fossano, Mondovì e Ceva e i rispettivi hinterland; l’altro che accorpa Alba, Bra, Langhe e Roero ai Comuni dell’intera provincia di Asti.

Per quanto concerne il collegio uninominale del Senato, tutti i Comuni della Granda vengono associati a quelli della provincia di Torino che insistono sulle città di Pinerolo e Carmagnola.

Una situazione per nulla semplice che vede il Cuneese fanalino di coda rispetto alla futura rappresentanza nei due rami del Parlamento.

È pensabile un ricorso alle urne in un frangente così drammatico?
Gli osservatori più esperti (e cinici) osservano che nessun tacchino ha mai chiesto che il Natale venisse anticipato.

Se non sarà possibile una composizione delle controversie, in special modo quelle che stanno lacerando i 5 Stelle, tutto può accadere nelle prossime 48 ore.  

Giampaolo Testa

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