Provincia - 03 dicembre 2020, 07:00

76 anni fa l'assassinio di Duccio Galimberti: tra pandemia e divisioni cosa ci insegna la sua lungimirante resistenza? (VIDEO)

Ne abbiamo parlato con il professore Gigi Garelli, direttore dell'Istituto storico della Resistenza

Il cadavere torturato di Duccio Galimberti

Il 3 dicembre del 1944 veniva assassinato l'avvocato cuneese Duccio Galimberti a seguito di rapimento in una panetteria di Torino il 28 novembre.

Nel capoluogo piemontese Galimberti si trovava da inizio dello stesso anno in stato di clandestinità dopo la delazione per aver arringato la folla dal balcone del suo studio nella centrale piazza (che ora porta il suo nome) a seguito della destituzione di Mussolin .

Eroe nazionale e simbolo della Resistenza piemontese fu uomo che ha sempre guardato avanti, fautore di una resistenza "per costruire qualcosa" non solo per affondare i nazionalismi.

La sua idea di Europa federalista elaborata insieme a Antonino Repaci viene pensata in un continente dove - a parte le eccezioni di Inghilterra, Svizzera e Svezia - non esistevano democrazie. La sua azione politica di resistenza era basata sulla lungimiranza rivolta a un futuro privo di nazionalismi. 

Ma cosa penserebbe oggi di questa Europa? E quale lezione si potrebbe imparare dall'avvocato partigiano in quest'epoca segnata dalla pandemia e dalle divisioni.

Nel servizio di Daniele Caponnetto l'intervista al professore Gigi Garelli, direttore dell'Istituto storico della Resistenza, in occasione dell'anniversario dell'uccisione di uno dei maggiori simboli del partigianato piemontese.

Redazione