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Cronaca | 14 novembre 2020, 08:32

Attentato a Notre Dame: il terrorista sostò più volte davanti alla basilica

Il giorno prima l'assassino entrò in un ufficio di Nizza per cercare un'abitazione sociale: voleva compiere una seconda trage o si tratta di uno sdoppiamento di personalità? Formalizzata l’accusa, Brahim Aoussaoui dovrà rispondere dei reati di “omicidio plurimo e tentativo di omicidio con finalità connesse col terrorismo”

Notre Dame, foto di Ghjuvan Pasquale

Notre Dame, foto di Ghjuvan Pasquale

A tre settimane dall’attentato terroristico nella Basilica di Notre Dame a Nizza che ha causato tre vittime, l’iter dell’inchiesta ha fatto un ulteriore passo avanti con l’assegnazione del fascicolo a dei giudici istruttori.

Gli inquirenti del nucleo antiterroristico che si occupa dell’inchiesta hanno, nella giornata di ieri, comunicato alcune novità.
Sullo smartphone di Brahim Aoussaoui, l’autore dell’attentato, é stata trovata una fotografia dell'assino di Samuel Paty, l’insegnante decapitato il 16 ottobre scorso ed anche un audio nel quale il terrorista definisce la Francia “nazione di miscredenti”. Gli inquirenti cercano ora di capire se i due asassini si conoscevano o avevano rapporti tra loro oppure se Brahim Aoussaoui ha solo tratto ispirazione dall'autore dell'uccisione del professore.

Un nuovo episodio che vede Brahim Aoussaoui protagonista è emerso, solo in queste ultime ore: gli inquirenti stanno ora cercare di decifrarlo e di comprenderne la portata.

Brahim Aoussaoui é entrato, il giorno prima della strage, in un ufficio di Nizza, la Maison des Projets, che si trova in Rue d’Italie, strada perpendicolare ad Avenue Jean Médecin che costeggia un lato della Basilica di Notre Dame (poco distante vi è il bar dove è deceduta una delle vittime che era riuscita a fuggire dalla chiesa dando l’allarme).

Era l’ora dell’apertura (il giorno dopo a quell’ora dentro Notre Dame avrebbe ucciso tre persone) e, con molta difficoltà per via della lingua, ma con determinazione e tranquillità, Brahim Aoussaoui è entrato all’interno della struttura municipale che si occupa di rinnovamento urbano dicendo di cercare un’abitazione sociale a Nizza.
L’ufficio che si occupa di questa incombenza esiste realmente e si trova poco distante.

Quale era la ragione che portò l’assassino ad entrare in quell’ufficio?
Voleva “guardarsi attorno” per compiere una nuova strage, fosse riuscito ad uscire da Notre Dame? Cercava un luogo ove eventualmente asserragliarsi? Oppure veramente cercava un alloggio, una sorta di sdoppiamento di personalità in una persona non ancora totalmente convinta di trasformarsi, la mattina dopo, in assassino?

Domande alle quali solo l’interrogatorio dell’assassino, se deciderà di rispondere alle domande, potrà dare una risposta.
E se cercava veramente un alloggio, chi lo ha indirizzato in un ufficio che esiste davvero, a poca distanza da quello nel quale, in questo caso per errore, é entrato?

Le condizioni di salute dell’attentatore, che è stato trasferito in un ospedale della regione parigina, sarebbero gravi e Brahim Aoussaoui risulterebbe tuttora in prognosi riservata.

Ricostruite anche le sue mosse a Nizza dove sarebbe giunto il 27 ottobre (due giorni prima dell’attentato) in treno dall’Italia: sarebbe stato ripreso da una videocamera della stazione di Thiers alle ore 20,31.

Nella giornata successiva (quella precedente l’attentato) Brahim Aoussaoui sarebbe stato ripreso almeno in quattro differenti occasioni dalla videocamera nei pressi della Basilica di Notre Dame. Sempre il 28 ottobre il terrorista si sarebbe seduto davanti alla basilica dalle 10,53 alle 11,04.

Il parquet antiterroriste ha informato che Brahim Aoussaoui dovrà rispondere dei reati di “omicidio plurimo e tentativo di omicidio con finalità connesse col terrorismo”.

Nessun’altra persona risulta al momento detenuta o imputata: tutte le undici persone che sono state fermate nel corso dell’inchiesta sono state rimesse in libertà senza alcun provvedimento.  

beppe tassone

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