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Agricoltura | 14 novembre 2020, 08:38

Spostarsi fuori comune per prendersi cura dell'orto? Si può, anche in zona rossa

Anche in zona rossa chi coltiva per hobby può continuare a produrre per autoconsumo

Spostarsi fuori comune per prendersi cura dell'orto? Si può, anche in zona rossa

Orti no, orti sì ma non nella seconda cosa.

Era stata una delle cose più discusse e dibattute durante il lockdown della scorsa primavera.

E i dubbi sono esplosi anche in questa nuova fase. I chiarimenti del Governo non si sono fatti attendere. Positivi per chi ha un orto.

Via libera, infatti, agli spostamenti per tutti quegli italiani che fanno gli agricoltori solo per passione, coltivando appezzamenti di terreno pubblici o privati per garantirsi cibo genuino e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta.

Lo rende noto Coldiretti nell’evidenziare che, secondo la faq pubblicata sul sito del Governo, anche nelle zone rosse, come il Piemonte, e arancioni è consentito, anche al di fuori del comune ovvero della regione di residenza, lo svolgimento di attività lavorativa su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione.

“Una precisazione importante per garantire, nella nostra regione, lo svolgimento di una attività gratificante e utile che deve seguire necessariamente l’andamento delle stagioni per non far perdere le colture nei campi – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte  e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. In più la piccola agricoltura familiare per autoconsumo, in una situazione emergenziale come quella attuale, ha una sua rilevanza, in quanto può rappresentare un’integrazione importante al bilancio familiare. Investire sulla cultura dell’orto significa impegnarsi in una capillare azione di educazione alimentare per sensibilizzare i cittadini nei confronti della stagionalità delle produzioni, del rispetto ambientale e delle reali caratteristiche del cibo che si porta in tavola. Oggi non mancano casi, soprattutto tra i più giovani, di coloro che hanno scelto di acquistare terreni abbandonati per portarli a nuova vita, dando inoltre un grande contributo alla tutela ambientale e paesaggistica”.

Negli ultimi giorni erano stati numerosi sindaci, amministratori, cittadini che avevano chiesto chiarimenti in merito. Anche per la produzione di legna per autoconsumo da parte di non imprese. Ora arriva il chiarimento, sollecitato anche dalle associazioni di categoria agricole.

redazione

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