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Eventi | 06 novembre 2020, 14:21

Il Covid cancella anche il compleanno numero 15 del Museo della Bicicletta di Bra

Il presidente Luciano Cravero: “La festa è solo rimandata, brinderemo tutti insieme appena l’emergenza sarà terminata”

Il Covid cancella anche il compleanno numero 15 del Museo della Bicicletta di Bra

Non c’è pace per il 2020. Questo novembre si sta profilando come una copia carbone dello scorso marzo. Ormai passiamo il tempo a tirare una riga rossa sugli eventi annullati. Il Coronavirus ci sta portando via tutto quello che di bello poteva regalarci l’autunno. Tipo la festa annuale dell’Associazione del Museo della Bicicletta di Bra.

Il nuovo Dpcm ha imposto un altro lockdown e così l’attesissimo pranzo sociale non si farà. Nei quindici anni di vita, il Museo che ha sede in corso Monviso 25, nei locali dell’azienda Bra Servizi, ha visto passare tanti protagonisti del mondo delle due ruote di ieri e di oggi.

Elisa Balsamo campionessa del mondo su strada nella categoria Juniores nel 2016 a Doha; Gianbattista Baronchelli, medaglia d’argento ai mondiali di Sallanches, vincitore di due Giri di Lombardia, un Giro del Piemonte, sei Giri dell’Appennino consecutivi e cinque tappe al Giro d’Italia; Massimo Ghirotto, vincitore della tappa Lavagna-Bra nel Giro d’Italia del 1994; Francesca Fenocchio, campionessa di handbike, medaglia d’argento ai Giochi di Londra 2012; Guido Messina, campione del mondo di inseguimento su pista; Franco Balmamion, vincitore di due Giri d’Italia; Italo Zilioli, vincitore del Campionato di Zurigo; Imerio Massignan, due volte vincitore della classifica scalatori al Tour de France; Piero Coppi, cugino dei mitici Fausto e Serse Coppi; Maurizio Damilano, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980; Gianni Savio, manager del team “Androni Giocattoli Sidermec”; Matteo Cravero, ex professionista braidese; Beppe Conti, commentatore di Rai Sport e Domenico Cavallo, storico direttore sportivo.

Sono solo alcuni dei nomi che hanno lasciato un segno del loro passaggio, lasciando in dote autografi, gadget, borracce, accessori, foto, magliette, che si uniscono al ricco patrimonio di cimeli che abbracciano oltre cento anni di storia del mezzo a pedali. Ogni anno si aggiunge qualche pezzo pregiato, frutto di donazioni o dell’instancabile opera del Cavaliere Stefano Milanesio. Sue le repliche della bici da portalettere, da gelataio e molti altri lavori che, purtroppo, non sarà possibile ammirare, almeno a breve.

La delusione è palpabile tra soci e appassionati della bicicletta, significativo mezzo di trasporto per il nostro Paese, nonché strumento di grandi eroiche imprese sportive. E visitando il Museo si può capire il perché. Un’alchimia capace di miscelare antica e moderna iconografia, il senso della velocità e il racconto di tante storie, congelate grazie all’impegno del presidente, Cavaliere Luciano Cravero, che ha dedicato l’intera vita allo scopo, raccogliendo accessori e memorie del ciclismo nazionale ed internazionale di sempre.

Questo, però, non vuol dire mettere la parola fine sull’anniversario. “La festa è solo rimandata, brinderemo tutti insieme appena l’emergenza sarà terminata”, ha detto Luciano Cravero. L’unico vero augurio che possiamo farci in questi tempi bui.

Silvia Gullino

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