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Attualità | 06 novembre 2020, 10:54

Alba, serrande abbassate e traffico dimezzato nella prima giornata del nuovo lockdown (FOTOGALLERY)

Pochi i passanti nelle vie del centro, tra negozi per metà chiusi e sparuti bar che resistono con la formula del take away

Alba, serrande abbassate e traffico dimezzato nella prima giornata del nuovo lockdown (FOTOGALLERY)

L’impressione è quella di aver tirato le lancette dell’orologio indietro di otto mesi, al marzo scorso. Non solo per lo stesso clima lattiginoso della giornata che allora inaugurò il primo lockdown. Ma soprattutto per quello stesso traffico di mezzi e persone grosso modo dimezzato sia agli accessi della città come nelle strade di un centro storico che pare congelato alla prima mattina di un placido lunedì di riposo, dopo i bagordi di un vivace fine settimana, invece che alle 10 di un venerdì di inizio autunno che sull’acciottolato delle vie del centro dovrebbe vedere tutt’altro movimento.

Poca gente, quindi, tra chi si porta frettolosamente al lavoro e qualche passante che si ferma per una colazione ai banchetti degli sparuti bar che provano a rimanere aperti con la formula del take away.

Pochi quelli che ci provano, un po’ confidando che soprattutto l’asporto per la pausa pranzo possa coprire qualche spesa (numerosi gli uffici ancora aperti, sebbene a ranghi ridotti), ma più che altro per dare un segnale, nella speranza che queste prime due settimane di fermo prima dell’aggiornamento su contagi e ricoveri possano portare gli effetti sperati sul fronte sanitario, per salvare almeno il Natale.

Stesso discorso se non peggiore per i ristoranti, nella stagione che a loro avrebbe dovuto riservare le soddisfazioni più grandi, mentre la situazione di negozi e altri punti vendita è in qualche modo più variegata. Sono aperti tutti gli alimentari e in via Maestra sono rispuntati i banchetti dei tartufi, anche se mancheranno i turisti attesi a comprarli. Hanno regolarmente alzato le saracinesche i negozi di ottica e quelli di abbigliamento per bambini. E rispetto al primo lockdown sono aperte le librerie, anche se pure tra queste qualcuno ha deciso di fermarsi comunque.

Il timore di tutti è però identico: se mancherà la clientela quello che si preannuncia è un viatico verso le festività di fine anno che aggiungerà incertezza a incertezza.
La speranza, non troppo convinta, è che i ristori del Governo possano attenuare lo sconforto di quelle categorie che si confermano le più profondamente colpite dagli effetti economici della pandemia. Lo si vedrà presto, con l’aggiornamento delle misure annunciato per oggi.

Ezio Massucco

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