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Cronaca | 21 ottobre 2020, 07:38

Avevano adibito un’autorimessa a “macelleria clandestina”: quattro uomini condannati a 8 mesi di reclusione

Il P.M.: “Il rito della macellazione islamica per la festa del Sacrificio è previsto, ma non esiste il rito del maltrattamento degli animali”

Foto generica

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Si è concluso in questi giorni il procedimento i cui imputati, quattro uomini di credo musulmano, all'interno di un'autorimessa di Madonna dell'Olmo, svolgevano illecitamente un'attività di macellazione di animali. I fatti contestati risalgono al primo settembre del 2017, nel periodo della festa "del Sacrificio": si tratta una tradizione islamica in cui, attraverso la consumazione di carne - tranne quella suina - macellata secondo gli usi, si ricorda la prova di fede di Abramo a cui Dio aveva chiesto di offrire in sacrificio suo figlio.

L’immobile dove avveniva il rituale era risultato di proprietà di uno dei quattro uomini accusati di maltrattamento di animali. Aggravante del reato è la partecipazione all’attività di un ragazzino minorenne.

Il p.m. ha citato come testimone un ispettore della polizia che, contattato dalla P.G., è intervenuto sul posto in concomitanza con L’Asl. Il teste ha riferito che c’era molto sangue sul pavimento e, oltre ai coltelli adibiti alla macellazione, sono stati rinvenuti in totale sei ovini, di cui tre vivi e tre morti.

“In quella che doveva essere un’autorimessa, la Polizia si è trovata di fronte ad una situazione agghiacciante: animali sgozzati, decapitati e incaprettati in un bagno di sangue. Quella islamica è una macellazione cruenta ed è per questo che in Italia è permessa in solo 200 macellerie autorizzate. Nel caso di specie, si parla di un’attività clandestina e illecita” questa la requisitoria del p.m..

Il procedimento si è concluso con la condanna dei 4 imputati a 8 mesi di reclusione.

CharB.

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