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Attualità | 21 ottobre 2020, 19:16

Danni e disagi dagli ungulati, il sottosegretario L'Abbate: "Per legge, la risoluzione concreta del problema è in mano alle Regioni"

I capi, da 900mila che erano nel 2010, sono saliti a 2 milioni: il Governo pronto a realizzare piani di controllo e monitoraggio dell'evoluzione della peste suina

Foto generica

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Da 900mila che erano nel 2010, ora sono saliti a 2 milioni di capi: sono i numeri degli ungulati - più comunemente conosciuti come cinghiali - in Italia, le cui ingerenze nella vita dei cittadini sono state al centro di un'interrogazione parlamentare nella giornata di oggi (mercoledì 21 ottobre), alla quale ha risposto il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L'Abbate.

Specificando - e citando la legge 157 dell'11 febbraio 1992 - che la competenza della risoluzione del problema è in mano alle Regioni, che possono adoperare alcuni strumenti come il prelievo venatorio, il divieto di rilascio di cinghiali, il divieto di foraggiamento e il controllo faunistico: "Alcune Regioni hanno già regolamentato il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari previsti dalla legge 157/1992 attraverso la predisposizione, secondo quanto previsto dalla legge 248/2005 e sentito il parere dell’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, di adeguati piani di abbattimento selettivi istinti per sesso e classi di età. Tenendo conto dell’esigua consistenza del personale delle Amministrazioni regionali e provinciali, è previsto anche il coinvolgimento di altre figure specializzate che vengono autorizzate ad effettuare attività di controllo numerico delle specie faunistiche, attraverso coadiutori formati mediante appositi corsi validati sempre dall’ISPRA. Pertanto, invito le Regioni dove la popolazione di ungulati risulti eccessiva e che non abbiano ancora provveduto, ad adoperarsi con adeguati piani di gestione".

Inoltre, nella proposta di legge "Disposizioni di sostegno e semplificazione per il comparto agricolo" si introdurrebbero misure volte ad agevolare ulteriori interventi di contenimento, tra cui l'ampliamento dell'arco temporale della selezione.

Al fine di proteggere il patrimonio suinicolo nazionale da rischio di trasmissione del virus della peste suina – conclude il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – è in via di definizione, per l’approvazione urgente da parte di un prossimo Consiglio dei Ministri, la norma che istituisce i Piani di controllo e monitoraggio della evoluzione della malattia”.

redazione

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